La tempesta perfetta

Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli…” (B. Mussolini, 16 novembre 1922)

Un contesto politico internazionale molto confuso, legato a grandi trasformazioni e profonde crisi economiche, sociali, di valori. Che sia la fine della Grande Guerra, la caduta del Muro di Berlino o l’ondata migratoria legata ai cambiamenti climatici cambia poco.

La frammentazione delle forze politiche tradizionali, concentrate sulla gestione del potere e del malaffare, lontane dal dare risposte concrete ai problemi della gente comune. Che si chiami grande depressione, tangentopoli o altro cambia poco.

L’affermarsi di forze nuove, orgogliose della propria diversità rispetto al passato, ricche di promesse con soluzioni semplici e a portata di mano, legate alla figura del leader carismatico in grado di attrarre le folle con la sua eloquenza ed i suoi slogan risolutivi: autarchia, il milione di posti di lavoro, reddito di cittadinanza, aiutiamoli a casa loro, cambia poco.

Il Paese è sempre l’Italia, l’anno mettetelo voi, può essere il 1922, il 1991 o il 2018. Il risultato temo che cambi poco lo stesso.