Di scie chimiche, dinosauri scoreggioni e papere mute

Perché effettivamente c’è gente che crede che le compagnie aeree di tutto il mondo si siano messe d’accordo con chissà qualche organizzazione segreta (sicuramente giudaico-massonica e pure plutocratica) per spargere nel cielo sostanze atte a rincoglionire la gente. Ma quando mai! State tranquilli, la gente è rincoglionita da sé.

Certo, noi italiani, considerando i ritardi, gli overbooking, gli scioperi e la nebbia saremmo avvantaggiati rispetto al resto del mondo. Considerando però le scelte politiche degli ultimi vent’anni, hai voglia a scie chimiche.

Ma credere alle scie chimiche sarebbe come dare fiducia, che so, a un comico che improvvisamente decide di fondare un partito. No, mi sa che ho sbagliato metafora.

Sarebbe come se qualcuno pensasse che i dinosauri si sono estinti perché la loro aerofagia creò una nube tale da oscurare il sole e causare un abbassamento della temperatura della terra. Ah, c’è qualcuno che l’ha già detto? E non in un post minchione, ma in una rivista scientifica? Fico! Ma continuo a non azzeccare le metafore.

Però una metafora azzeccatissima ce l’ho! Perché io non credo alle scie chimiche, non credo ai dinosauri scoreggioni, non credo a quel minchione di Grillo, ma in compenso sono un devoto praticante, ma che dico devoto praticante, sono un bigotto osservante, ma che dico bigotto osservante, sono un seguace fondamentalista, ma che dico seguace fondamentalista, sono un talebano integralista del sugo di papera muta. Con cui condire le pappardelle che, com’è noto, sono un’iperbolica allegoria del regno dei cieli.

Ecco. E ora venitemi a dire che ho sbagliato metafora.

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