Il piano B

Il piano B è il paracadute, la banconota da 50 euro per le emergenze, la strada alternativa che tieni per te, la via di fuga se i progetti non vanno come dovrebbero, la pallottola che non sparerai mai. A meno ché non sarai proprio costretto. Perché, sarà anche il paracadute, ma alle volte il piano B è il salto nel vuoto. E chi salterebbe se non fosse proprio obbligato?

Il piano B è la vacanza a casa dei tuoi, quando è esaurito dappertutto, ma tu hai bisogno di staccare per il fine settimana. Perché il piano B è spesso l’usato sicuro, la via già percorsa, è il programma che sai già cosa ti porterà, è l’amico che chiami all’ultimo minuto, quello un po’ noioso, brontolone, ma che non dice mai di no, che qualsiasi cosa proponi lui c’è. Il piano B è la serata restiamo a casa, pizza e dvd, magari a vedere il Compagno B di Stanlio & Ollio per la milionesima volta.

Il piano B non va confuso con il lato B. Anche se, a dir la verità, ne ho conosciuto che di faccia per carità, sembravano le sorelle di Cenerentola, ma in compenso con un gran bel…va be’, non divaghiamo.

Il piano B è la soluzione ai tuoi fallimenti, le delusioni, le sconfitte. Sì hai perso, hai sbagliato, ti è andata male, hai perso l’occasione della vita, la svolta che poteva cambiare il destino. Ma tu hai il piano B. Allora fanculo alla jella, al destino cinico e baro, agli stronzi di ogni ordine e grado. Potrà anche essere girata male, ma che me ne importa? Io ho il piano B.

Il piano A è la via scontata, quella legata alla ragione, ha il buon senso che lo guida, è la strada di chi ha ragione. Il piano B invece è la risposta agli imprevisti, è la strada di chi aveva torto, ma se n’è accorto in tempo, prima di fare disastri veri e quindi ne è uscito alla grande. E’ il navigatore che ricalcola il percorso e ti fa evitare la strada intasata.

Il piano B è la vita che non finisce di stupirci, perché ha sempre un’altra soluzione. E quasi sempre è migliore della prima.