Abbinamenti improbabili

Ad esempio, gli spaghetti cozze e pecorino. Oppure pasta e fagioli con le vongole. Fino a qualche tempo fa, solamente a pensarli sarei rabbrividito. In fatto di gusti culinari (ma qualcuno direbbe, non solo in quelli), sono un po’ tradizionalista. Non ho particolari curiosità per cucine esotiche, gusti alternativi, accostamenti fantasiosi. Not in my name! Datemi una bella carbonara e un abbacchio al forno con le patate e non ne parliamo più. Eppure.

Eppure cozze e pecorino o fagioli (e mi dicono anche i ceci) e vongole non stanno affatto male. Un po’ come quando ci troviamo di fronte un lui e una lei che tu pensi “ma questi che c’hanno in comune? Come fanno a stare bene insieme?” E invece ci stanno. Perché a volte non è detto che i simili si trovino e che i lontani non possano coesistere.

E non parlo degli ossimori. Gli opposti si attraggono, si sa! Troppo semplice. Ma le cozze non sono l’opposto del pecorino. Non sono la destra e la sinistra, il timido e l’estroverso, che nella loro opposizione trovano una sintesi superiore. Cozze e pecorino sono l’assolutamente lontano, nessuna sintesi proprio perché radicalmente distanti. Eppure, proprio nel loro accostamento insolito, vicini stanno proprio bene.

Come una volpe a Montesacro. L’ho incontrata stamattina. Io assonnato con Rose al guinzaglio, lei ferma in mezzo alla strada. Immobile, orecchie tese, occhio giallo, coda al vento. Un attimo e poi è schizzata via sul prato. Un animale selvatico in piena città, abbinamento improbabile, ma forse proprio per quello, straordinariamente bello.

Diversi, ma felici insieme. In fondo, un po’ come tu ed io.