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La fantasia al potere

La Lega serie A di Calcio è quell’organizzazione che

  • ci impone una serie A a 20 squadre, senza alcuna logica se non quella del profitto;
  • è responsabile della terza esclusione consecutiva della nazionale dai Mondiali;
  • organizza la supercoppa italiana negli Emirati Arabi (costretti a inventarsi un pubblico che non c’è con dei cartonati);
  • senza alcun motivo decide di far giocare con un pallone arancione (da sempre utilizzato per le partite sotto la neve) che si fa fatica a vedere nelle partite in notturna;
  • voleva fare una partita di campionato in Australia (perché era troppo complicato escludere Milano il giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi invernali);
  • stilando i calendari prevede il derby di Torino il giorno della finale del master di Tennis (che ovviamente si gioca a Torino);
  • fissa la finale della Coppa Italia a Roma nella settimana in cui ci sono gli Internazionali di Tennis (sempre a Roma);
  • come ciliegina della torta stabilisce il derby di Roma il giorno della finale degli Internazionali di tennis.

Questa organizzazione presenta ricorso al Tar contro la decisione del Prefetto che stabilisce la data del derby il lunedì sera. La motivazione? Perché questa decisione andrebbe contro gli interessi dei tifosi.

Siamo un Paese meraviglioso.

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La situazione è grave, ma non seria

Ricapitolando. I 5 Stelle sono riusciti nell’impresa di suicidarsi politicamente, mettendo su un piatto d’argento la possibilità al centro destra di staccare la spina al governo senza sporcarsi le mani. Nel contempo, così facendo, hanno anche sciolto il PD da qualsiasi eventuale vincolo di alleanza in vista delle ormai prossime elezioni.

Che dunque vedranno, verosimilmente, due schieramenti contrapporsi. Nel primo la pescivendola (con tutto il rispetto e la stima che ho per le mie pescivendole del mercato di Val Melaina) della Garbatella, il reparto geriatrico di Arcore e la razza padana si faranno portavoci del populismo più sfacciato, promettendo tagli di tasse, aumento degli stipendi, congiunture astrali favorevoli, tre volte Natale e festa tutto il giorno. D’altro il PD, libero dal mortifero abbraccio con i pentadementi, non dovrà far altro che affidarsi a Draghi e a tutti coloro che in Parlamento (ma soprattutto fuori da esso) vorranno appoggiare la sua linea politica. Saranno in grado di fare questa scelta, senza se e senza ma? Hanno in mano la carta vincente, ma non sarebbe la prima volta che se la fanno sfilare dalle mani.

Considerazioni a latere. Sarà un caso che abbiano fatto cadere il governo tutte le forze politiche che in passato hanno avuto rapporti più o meno stretti con Putin? Diciamo di sì. Un caso. Con la “s”. Anche se mi verrebbe di scriverlo piuttosto con due “z”.

Seconda considerazione. Una volta per tutte la finiranno con questa filastrocca dei governi non scelti dagli elettori: questa folle legislatura l’hanno scelta quell’oltre 30% degli elettori che votarono 5 stelle. Sarebbe facile dire io (come tanti altri) l’avevo detto, sarebbe facile ora dire che “uno vale uno” non vale neanche quando si scelgono le squadre di calcetto il giovedì sera. L’importante è che sia finita. E’ stato lungo, faticoso, un po’ come il Covid, ma speriamo di esserne usciti.

Terza ed ultima. Le elezioni non sono mai una sciagura: lo scenario oggi è più chiaro, non ci saranno più le contraddizioni e le ambiguità di un governo con dentro forze naturalmente antagoniste. O di qua o di là, non credo ci saranno terze vie: cosa sceglieranno gli Italiani? Una volta tanto voglio essere ottimista.

E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.