Ricambiare amore

Ma tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore…

Fra i tanti errori che possiamo fare, c’è quello di pensare che ci debba sempre essere una reciprocità assoluta, una sincronia perfetta del dare e dell’avere. L’errore è pensare che ci sia una conseguenza logica fra un’azione che fai e quella che faranno altri in risposta. Ma non è così, non è quasi mai così.

Non è per bontà o per un generico e farisaico altruismo che dobbiamo pensare che non dobbiamo pretendere un ritorno. Non possiamo pretendere o neanche aspettarci indietro qualcosa, perché a volte (spesso? quasi sempre?) gli altri non sono proprio capaci di restituirci almeno una parte delle attenzioni, delle cure, dell’amore che siamo stati in grado di dare. Non è cattiveria. E’ questione di capacità. Come saper suonare il pianoforte o parlare il cinese. C’è chi è portato e lo impara solo ascoltando, c’è chi si impegna e con lo studio alla fine riesce e chi proprio è negato. Che ci vuoi fare?

Quache anno fa altrove scrivevo così…

Un giorno la mano destra e la mano sinistra decisero che era ora di tagliarsi le unghie. Cominciò la mano destra, che era quella più brava, quella più capace. E fece proprio un bel lavoro: tagliò e limò, pareggiò alla perfezione le unghie della mano sinistra seguendo con cura la forma arrotondata delle dita, rendendole tutte uniformi. Poi disse alla sinistra: “Vedi come ho fatto? Adesso tocca a te”. La sinistra prese in mano le forbici e… fece un disastro! Un’unghia era rimasta lunga, una mezza storta, un’altra era tanto corta quasi da far sanguinare il dito. Alla fine la destra, che aveva fatto un buon lavoro, era molto meno curata della sinistra, che invece era passata sulla sua compagna come un flagello divino.

Non c’è cattiveria nella mano sinistra. E’ semplicemente incapace. E per questo è inutile pretendere o semplicemente aspettarsi quello che non potrà mai dare. Forse è proprio sbagliato chiederle una cosa che sappiamo già in partenza non sarà capace di fare. In questo modo aumentiamo la nostra frustrazione per un attesa disattesa e anche il senso di colpa altrui, ammesso e non concesso che questo altro ce l’abbia. Ma il più delle volte è così.

Resterebbe da capire com’è che qualcuno è capace di imparare il cinese, di suonare il pianoforte, di tradurre in Italiano una guida sulla Route 66, e altri non sono nemmeno capace di tagliarsi le unghie. Possiamo stabilire con certezza che i primi siano meglio dei secondi? Che siano più bravi, più buoni o forse semplicemente più ricchi di talenti che altri non hanno? Resterebbe poi da stabilire chi campa meglio. Perché mica è detto cosa sia più soddisfacente, più realizzante: essere mano sinistra che riceve o essere destra che dona?

Ma soprattutto, tu faresti a cambio?