E alla fine sei crollato anche tu

E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure, e cancello il tuo nome dalla mia facciata. E confondo i miei alibi, e le tue ragioni. I miei alibi e le tue ragioni…

 

Non me l’aspettavo. Da te no. Eri il più solido, il più forte. Mai un cedimento, mai uno scricchiolio. Eri quello su cui contare, su cui fare affidamento. Se me l’avessero detto non c’avrei creduto. Su tutti avrei dubitato, ma su di te no.

Il guaio non è stata la cultura. Qualcuno in effetti diceva…troppi libri, dai retta a me! Troppi!” Ma io non credo che sia così. No, non lo credo affatto.

Il problema vero sono stati i ricordi. La memoria del passato, di quello che fu: questo ti ha fatto crollare. Uno accumula, accumula, archivia, ma alla fine è troppo. Troppe immagini, troppe storie.

Che poi è anche colpa nostra. Ma che bisogno c’era di tenere tutto, di non buttare mai via niente? Non potevamo fare pulizia? E capisco le foto, capisco la musica, capisco i quaderni…ma che bisogna c’era di tenersi tutti quei Floppy Disk che non legge più nessuno?

E così sei crollato anche tu, mio vecchio e fido ripiano.