Arcobaleno e pregiudizio

Sempre a proposito di pregiudizi debbo dire che mi ha un po’ stupito questa oceanica ed entusiasta partecipazione feisbucchiana alla sentenza che ha legalizzato i matrimoni gay come legge federale negli Usa. Mi stupisco sempre quando tante persone si appassionano a cause che il mio pregiudizio reputa essere marginali.

Chiariamo. Io penso che sia non solo legittimo, ma direi sacrosanto, che ognuno decida di dividere la propria vita con chi voglia. Che sia del proprio sesso o di un altro è un dettaglio irrilevante. (Certo, agli amici gay che non vedono l’ora di sposarsi mi verrebbe da chiedere…ma esattamente del matrimonio, cos’è che non vi è chiaro?)

Quindi evviva l’arcobaleno. Anche se, come scrivevo su FB, l’altro giorno ad un certo punto ho pensato di aver esagerato con il limoncello. Invece no, un non ero io ubriaco. Un sacco di bella gente aveva deciso di colorare il proprio profilo. Ma è proprio il fatto che sia stata così tanta che mi ha lasciato perplesso. C’è poco da fare, le maggioranze mi suscitano diffidenza (diffidenza massima ad esempio la settimana scorsa di fronte a Piazza San Giovanni piena di gente che manifestava contro l’ideologia gender. Chissà come la pensavano a proposito del ginger…).

Le maggioranze nascondo tutto e il contrario di tutto. Anche le maggioranze nate su idee sacrosante e condivisibili. Hitler era vegetariano. Ecco, io ho paura dei cannibali mascherati da vegani. E tanto per essere chiari, così come penso che sia un diritto di chiunque avere un compagno con un legarsi per tutta la vita, penso che avere un figlio non sia un diritto per nessuno. Né per una coppia etero, né omo. Avere un padre e una madre. Ecco questo penso sia un diritti di chiunque.