Della pietas e della satira

Secondo me la vignetta di Vauro sulla morte di Casaleggio, di cui si discute molto in questi giorni, è il classico esempio di come la satira possa scadere di tono e diventare di cattivo gusto.

Scherzare con la morte si può, anzi forse si deve (se ci si riesce) quando si riesce a scherzare con la propria morte o se volete con la morte dei “propri”. Si può e si deve (quando ci si riesce) perché è forse il modo migliore per esorcizzarla, per far sì che quella non sia l’ultima parola nella vita di un uomo. Ma scherzare con la morte di un altro, soprattutto quando l’altro è di un avversario politico, non è eticamente corretto. La pietas ed il rispetto per i defunti dovrebbe andare al di là della voglia di fare una battuta. O almeno, io la penso così.

Tra l’altro, oltre ad essere fuori luogo, secondo me è anche brutta. Non è divertente, perché vorrebbe far passare per grande rivelazione, quello che bene o male tutti hanno sempre detto. In realtà è un attacco a Grillo, non certo a Casaleggio, che anzi ne viene fuori come gran burattinaio e vero leader del Movimento 5 Stelle. Ma il fatto che abbia scatenato tutte queste polemiche è indicativo del clima avvelenato in cui viviamo. Del clima da stadio continuo, in cui bisogna sempre essere tifosi di qualcuno e ma soprattutto contro qualcun’altro.

Un clima che, effettivamente, proprio Grillo e Casaleggio, hanno utilizzato ed anzi alimentato al massimo perché è stato l’alimento principale del loro Movimento. Movimento che anche in questo, è il sintomo dei problemi dell’Italia, non certo la soluzione. Come è sintomo del problema l’uno vale uno, il non selezionare la classe dirigente, perché ogni selezione è clientelare. L’onestà (vera o presunta che sia) non può essere l’unica caratteristica dei governanti, così come l’insulto all’avversario, il parlare solo e sempre alla pancia della gente, non può essere l’unico linguaggio politico.

Detto questo resta una vignetta brutta e fuori luogo, come quelle di Charlie Hebdò, come molte cose che si trovano nel blog di Grillo. Continuare a scambiare la libertà di insulto, con la libertà di espressione non renderà certo migliore la società in cui viviamo.

 

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