Hanna & Martin

–         Non abbiamo nessuna cosa in comune! Nessuna cosa che ci tiene legati.

–         Proprio per questo nessuna cosa ci potrà dividere!

Tu hai questo capacità. Vedi le cose da un punto di vista diverso. Questo mi hai insegnato: un foglio bianco è il luogo in cui appariranno tutti i colori del mondo. Il silenzio è l’attesa di una melodia, come la fame è la preparazione per la sazietà.

Perché in fondo basta poco.

Basta un niente per cambiare positivamente le cose.

Bisogna cogliere gli aspetti positivi, in tutte le situazioni.

Certo, serve esercizio.

A volte non è così facile, ma se ce l’hai per abitudine, alla fine diventa automatico.

Basta una canzone sentita alla radio, il sorriso di uno sconosciuto, una bibita ghiacciata quando fa caldo, una cioccolata calda d’inverno.

–         Devi cogliere le cose belle, gli aspetti positivi!

–         Ma come?

–         Non so, forse devi riconoscerne l’odore.

–         E che odore hanno le cose belle?

–         Sanno di buono!

Una traccia lieve, appena accennata, eppure nitida, inconfondibile.

Se solo si ha la pazienza di aspettarla.

Se solo si ha la tenacia di cercarla.

Ma lei c’è!

–         La traccia del bello è ovunque. Solo che io riesco a trovarla solo quando ci sei tu.Per questo sono cambiato, mi hai modellato tu, sono stato cera nella tue mani, per diventare quello che sono.

–         Ti amo significa voglio che tu sia come sei. Con tutti i perché e tutti i nonostante. Non si può amare solamente perché. Non ami davvero se non ami anche nonostante.

Ma i miei erano troppo grandi, troppo orrendi. Tu li avresti accettati forse, ma io no. E così ti ho lasciato andare.

–         Grazie a tutti, è stato bello!

Hai detto, ma in realtà sono io, siamo noi che avremmo dovuto ringraziarti. Non lo sapevamo allora, ma in realtà andandotene hai salvato te stessa, ma anche noi tutti che invece restavamo lì, incapaci di opporci al mostro che inconsapevolmente avevamo fatto nascere in mezzo a noi.

* * *

Hanna Arendt e Martin Heidegger si amarono profondamente, con la testa e con il cuore. Poi lei dovette emigrare, per sfuggire alle persecuzioni razziali naziste. Quel nazismo di cui Martin era stato uno dei primi fautori.

Non si videro più, neanche quando lei tornò in Germania per testimoniare a suo favore alla fine della guerra.

 

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