Colpa, dolo, alibi e dignità

Rose quando fa pipì in casa (noi diciamo per dispetto, ma forse solo perché le scappa!) e quando vomita (noi diciamo perchè ha mangiato per strada qualcosa che non doveva, ma forse solo perché si sente male!) ha lo stesso atteggiamento colpevole. Si rintana nella sua cuccia e non c’è verso di farla uscire. Un po’ perché ha paura delle conseguenze (strillata e al massimo sculacciata con il giornale), un po’ forse perché si autopunisce.

E’ buffo che, per quanto sia una cagnetta molto sveglia, non coglie la differenza fra ciò che combina per colpa e quello che invece fa perché impossibilitata a fare altro. Una cosa per lei è chiara: ha fatto qualcosa che non doveva e dunque si merita una punizione. Ai voglia a cercare di consolarla quando succedono eventi del genere. Non vuole neanche essere coccolata, se ne sta dentro la cuccia a riflettere sul suo comportamento disdicevole!

Riflettevo su questo atteggiamento l’altra sera quando ho visto il dvd “Nessuno mi può giudicare”. Film molto carino (e non lo dico solo perché il regista è mio amico!), una commedia divertente, ben fatta che se non avete visto vi consiglio per una serata spensierata. In sostanza, volendo semplificare per non raccontarvi la trama, la morale del film è che in realtà non c’è una morale. In certe situazioni tutto (o quasi) è lecito, se le condizioni non ti danno alternative e se il fine è buono. Poste certe premesse, fissato un obiettivo legittimo, tutto è permesso e, appunto, nessuno può giudicare.

Il meccanismo delle “scuse”, delle “attenuanti” è evidentemente una cosa tipicamente umana. Da Caino in poi, ognuno di noi è un – più o meno abile – costruttore di alibi, di giustificazioni, scusanti, che tendono ad auto assolverci e a dare la colpa a qualcun altro. Al governo ladro, al destino cinico e baro, al vicino di casa maleducato o invidioso, al collega d’ufficio raccomandato, alla “gente” che è cattiva e non ci capisce. Sì, noi forse avremmo anche sbagliato…forse! Ma seppure fosse stato, è stato con le migliori intenzioni.

Ma quant’è più distinta la mia piccola Rose! Che non cerca scuse. Sa di aver fatto la frittata, sa anche che alla prossima occasione la rifarà e proprio per questo si mette in castigo da sola. Senza cercare scuse o accampare alibi. Si ritira nei suoi appartamenti, nobile e altera come una contessa caduta in disgrazia, che può anche aver perso tutti i suoi gioielli e i suoi averi, ma certo non la sua dignità!

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