Analisi di un disastro. E una previsione

Questo vorrebbe essere un post serio (o quasi). E lo so che la natura fondamentalmente minchiona del blog fa sì che quando mi avventuro in discorsi seri nessuno se ne accorge. Anzi, sono quasi certo che siate convinti che stia comunque cazzeggiando. Però una volta ogni tanto permettetemi una divagazione seria (o quasi). Il post nasce da una domanda semplice semplice: com’è stato possibile arrivare a questo punto? Sì d’accordo, abbiamo avuto Cicciolina in Parlamento, Berlusconi presidente del Consiglio, ma….Salvini??? Di Maio??? Toninelli???

Posto quindi che siamo all’anno zero, al punto più basso di 70 anni di Repubblica, la domanda è: com’è stato possibile? Come ci siamo arrivati? Quali e quanti danni hanno fatto i precedessori per far sì che la maggioranza degli italiani scegliesse questi mentecatti per governarci? Ecco quello che penso, in estrema sintesi.

1. Prima i denti, poi i parenti. E’ un’illusione pensare che puntare sui diritti civili sia una priorità per chi non sa come sbarcare il lunario. Testamento biologico, unioni civili, battaglie portate avanti da anni, ma quanti voti fanno guadagnare se non dai una prospettiva a chi non arriva a fine mese?

2. Precario non è bello ed è pure litigarello. Dare flessibilità alle aziende sperando di incentivare il mercato del lavoro è stata una illusione che non aveva illuso nessuno. Globalizzazione, delocalizzazione, liberalizzazione estrema, questo è il contesto mondiale su cui ci si muove: essere di sinistra significa inventarsi una strada diversa. Forse non i dazi, ma qualche vantaggio fiscale sul made in Italy è proprio impossibile? Punire chi delocalizza o premiare chi resta è così irrealizzabile? Ma soprattutto, doveva venir giù un ponte per capire che liberalizzare reti e servizi significava vendere i gioielli di famiglia, senza portare benefici a lunga scadenza né al Paese, né ai cittadini?

3. “Gli immigrati piacciono a quelli di sinistra perché tanto non sono loro ad averceli come vicini di casa”. In questa frase un po’ paradossale di Pif (guarda un po’ chi siamo ridotti a dover stare a sentire!) c’è una verità indubitabile. E’ facile fare gli accoglienti con i vicini di casa degli altri! Nei nostri bei quartieri residenziali, gli spacciatori o le prostitute di colore non si vedono. Aver lasciato il tema sicurezza – che solo la spocchia di qualcuno poteva ritenere essere un tema marginale – in mano alla destra è stata una stronzata enorme. Quando hai paura ad uscire di casa o che i tuoi figli facciano brutti incontri, è più facile dar retta al primo cialtrone che ti promette paradisi terrestri.

4. E così arriviamo al populismo. Certo che i pentaleghisti al governo sono populisti, certo che il 99% di quello che dicono è semplice propaganda irrealizzabile, ma non sono stupidi. Sono ignoranti, brutti, sporchi e cattivi, ma non stupidi. Faranno in modo di scaricare su altri i loro insuccessi, le promesse non mantenute: i poteri forti, la stampa, la magistratura, l’Europa, il destino cinico e baro, le democrazie plutocratiche…è un film già visto. Insultarli per aver confuso una data o la regione di appartenenza di una città, rischia paradossalmente di farli sembrare simpatici. Lo so, preculeggiarli per gli sfondoni che dicono ogni giorno è anche divertente, ma non credo ci farà recuperare consensi.

5. C’eravamo tanto amati (mica tanto). In un contesto diverso, con una legge elettorale maggioritaria, aver creato un blocco democratico aveva un senso: l’Ulivo è stata un’idea vincente, una grande esperienza democratica, il famoso partito di centro che guarda a sinistra vagheggiato già da De Gasperi. Ma ora che senso ha continuare a stare insieme? L’anima popolare centrista e quella più propriamente socialista faticano a convivere. A sinistra nei diritti, a destra sul lavoro, iscritti al gruppo socialista in Europa, ma liberisti in economia: quella dell’ultimo governo non era una logica maggioritaria, ma bipolare! L’attuale crisi del PD non è colpa di Renzi. Lui era già stato una possibile soluzione alla crisi (in effetti forse l’unico che avrebbe potuto tenere insieme le due anime, non essendo veramente né dell’una, né dell’altra): ma la crisi viene prima di lui e nasce esattamente quando cade Berlusconi, l’unico motivo reale per continuare a stare insieme. Qualcuno farà fatica ad ammetterlo, ma morto (politicamente) il nemico, bisognava capire che la santa alleanza non aveva più un futuro.

Mi avventuro in una previsione: fra cinque anni (qualcosa in più, qualcosa in meno), l’esperienza dei cinquestelle sarà un bizzarro ricordo della nostra storia politica, un fenomeno folcloristico da studiare per capire su quali derive può deragliare la democrazia rappresentativa. Ci sarà un partito di destra, populista, antieuropeo come ce ne sono in tutti i Paesi e una volta scomparso definitivamente Berlusconi (mica deve morire…se ne andasse ad Antigua a fare cene eleganti!), dalle ceneri del PD ci saranno due partiti, uno di sinistra ed uno di centro, che continueranno a litigare come Sandra e Vianello, ma mi auguro troveranno il modo di governare.

5 thoughts on “Analisi di un disastro. E una previsione

  1. Ti chiedi come sia potuto succedere tutto ciò, come siamo arrivati a tanto? Ma caro Giac, la risposta è davanti ai nostri occhi. La colpa è solo nostra, noi siamo un popolo bizzarro e bellissimo pronto ad indignarsi e ad insorgere per ogni cazzata, Partecipiamo a raduni; tavole rotonde, ovali, quadrate per discutere del problema. Non sazi andiamo ad esporre il nostro sdegno nei vari talk show (ce n’è uno per tutte le tipologie), E qui diamo il massimo parlandoci addosso l’un l’altro così non ci si capisce nulla. Però siamo stati in TV, vuoi mettere la soddisfazione? Ed i nostri politici? Si comportano allo stesso modo. E poi che succede? Succede Ghe passata la buriana questo popolo meraviglioso si annoia un po’ e si guarda attorno in cerca di novità su cui twitttare e lo stesso fanno i politici, qualche scaramuccia ogni tanto tanto per far sentire che “stiamo lavorando per voi”. E noi? Diamine abbiamo anche altre cose da fare, una vita da vivere, altre cose di cui parlare… le donne, il calcio, la Formula 1. Prova a cercare di intavolare un discorso serio ad uno che sta guardando la Ferrari e vedrai che cosa succede, se siete fortunati vi beccate un vaff… e un gesto di stizza. Ma potrebbe capitarvi di peggio. Perché siamo un popolo meraviglioso ma menefreghismo, a parole esageriamo sempre ma a conti fatti non ci frega una cippa della salute della nostra Repubbluca; dal latino Res Pubblica, cosa pubblica, di tutti. E poi dicono che i nostri politici non ci rappresentano… ci rappresentano benissimo invece!

  2. AH!
    Finalmente qualcuno che avvalla la mia stessa analisi delle anime della ‘sinistra sinistrata’ (ma la scrive, e molto meglio di come avrei potuto fare io).

    Credo che ci siano anche cause più profonde e lontane, la sinistra liberista USA di Clinton e poi delle sinistre europee, la personalizzazione della politica USA e poi di Berlusconi, il crollo del muro di Berlino e la confusione di chi credeva nel socialismo, però l’idea fondamentale è quella dei primi 3 punti.

    Solo mi sembra molto, troppo ottimista la previsione finale.

    Mi apre più probabile che M5S e Lega rompano, e il M5S si sposti a sinistra per opposizione all’ex alleato.
    Così avremo una destra populista e xenofoba e una sinistra populista e autoritaria, forse, se tutto va bene.
    Al momento nel PD c’è troppa confusione (quella descritta magistralmente al punto 5), e la sinistra socialista non ha il coraggio di abbandonare certe logiche (per dire: sono ancora contro la NATO e a favore della Russia, non si sono accorti di cosa è Putin…)

  3. L’analisi ha senso e aderisce alla situazione, ma non dà realmente adito alla tua previsione, secondo me. La situazione attuale vede una maggioranza di governo un po’ litigarella ma coesa, i cui risultati si vedranno fra un paio d’anni; non oso fare previsioni, se non che i commissari europei farebbero meglio a verificare quanto peso abbiano, sulle loro stime, i pregiudizi contro questo Paese e questo Governo, dato che qualche decimale d’errore si è presentato immancabilmente, negli ultimi anni. In generale, il peggior errore di questo centrosinistra iperliberista – dunque di destra – è stato considerarsi portatore di una verità ontologicamente superiore, e guardare con schifo malcelato chiunque osasse propugnare tesi differenti. Chi non la pensa come loro su tutto è fascista, ma è proprio questo l’atteggiamento che io ricondurrei al fascismo. Non ritengo che questa coalizione sia la soluzione ai nostri mali, ma semplicemente che non possa fare peggio del Governo Monti, il che è qià una conquista immensa. Se a sinistra qualcuno volesse battere un colpo, gli suggerirei di ripartire da meno di zero, e rinnegare il liberismo, le unioni monetarie insostenibili, la fede dogmatica in principi d’economia arcaici; rendersi conto che gli Italiani non sono razzisti ma spaventati, e che l’immigrazione senza regole nuoce gravemente agli Africani stessi prima che agli Italiani (i quali si troveranno ad affrontare una concorrenza sleale prodotta dai loro veri nemici: quei capitalisti finanziari il cui unico interesse è campare sulle guerre fra poveri). Certo, ammettere di aver fatto il male del Paese da quarant’anni non aiuterà sul breve termine, ma è il primo e necessario passo per chi vuol tornare a governare. Nel frattempo, non si è ancora presentato alcun motivo serio perché i partiti attualmente in maggioranza non ricevano di nuovo i voti che hanno preso, e anche qualcosa di più; a torto o a ragione, lo dirà la Storia.

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