Posto fisso, partite Iva, odiatori seriali e altre fantastiche creature

I titolari di stipendio fisso, autoproclamatisi unici pagatori di tasse nel nostro Paese, contro le partite IVA, evasori fiscali conclamati: Se ci sono stati tutti quei morti per i tagli alla sanità è colpa vostra che non pagate le tasse! L’anno scorso hai dichiarato diecimila euro, com’è che ora in due mesi dici di averne persi venti?

Le partite IVA, autoproclamatisi unici lavoratori nel nostro Paese, contro quegli scansafatiche del posto fisso che rubano i soldi non facendo una beneamata ceppa dalla mattina alla sera: Che vi importa a voi della pandemia, tanto il 27 del mese comunque vi arriva lo stipendio sul conto! Tu dici di pagare le tasse, ma poi hai fatto imbiancare il salotto senza fattura!

Senza dimenticare i delatori da mancanza di mascherina, quelli che denunciano i vicini rei di barbecue, i fun di Burioni contro i no vax, i leghisti contro a prescindere, chi vuole ricominciare il campionato contro chi vuole finirla qui, bella ciao dal balcone contro runner impenitenti, amanti di Teams contro amici di Zoom, Samsung contro Iphone, apriamo i barbieri chiudiamo le messe, viva il papa, no meglio quell’altro.

Insomma, che la pandemia ci facesse comprendere che siamo tutti nella stessa barca era auspicabile. Che questa disgrazia planetaria accomunasse le persone nella difficoltà era augurabile. Che ci rendesse più buoni, va be’ era utopistico. Ma che addirittura tirasse fuori i peggiori istinti, scatenando questo tutti contro tutti, magari potevamo evitarlo.

Siamo riusciti a dividerci e ad insultarci anche sull’unica bella notizia, che avrebbe potuto accomunare tutti quanti: Silvia Romano, una giovane ragazza liberata dopo un rapimento durato un anno e mezzo. Per evitare di scendere sullo stesso piano di mentecatti decerebrati craniolesi, non voglio commentare, non conoscendo i fatti, la sua conversione all’Islam, anche perché non cambia di una virgola il discorso. Parliamo invece dello “scandalo riscatto”.

Ed io, proprio per superare questo clima d’odio, invece di abbandonarmi al turpiloquio (oddio, quanto mi andrebbe!), vorrei fare un gesto pacificatorio. Vorrei tranquillizzare quelli odiatori seriali, preoccupati che i soldi spesi per liberarla serviranno a comprare armi per la Jahad. State sereni, quei soldi torneranno da noi. Potete dormire sonni tranquilli! Considerando che siamo uno dei Paese in cima alla classifica della vendita di armi ai Paesi del terzo mondo, quei soldi torneranno all’ovile. E anche voi, tornate al vostro mojto mentre sfogliate Libero, che domani magari, dopo la carriera da virologi e quella da negoziatori internazionali, chissà a quale altro delicatissimo incarico di fiducia sarete chiamati!

11 thoughts on “Posto fisso, partite Iva, odiatori seriali e altre fantastiche creature

  1. Ho visto Franco Gasparri l’altra sera in tv preoccuparsi dei quattro milioni pagati per il riscatto. Che mentecatto!
    La ripresa del campionato ti preoccupa molto vero?
    😁

  2. Siamo tanto impegnati in questo tutti-contro-tutti che perdiamo di vista le cose importanti. Lasciamo che ci accadano sotto gli occhi mentre siamo impegnati a odiarci tra “gente comune”.

    Questa quarantena non ha fatto altro che aumentare la mia sfiducia… vorrei tanto non crederci!

  3. Peraltro, a proposito del riscatto, noto che l’inflazione è molto aumentata durante la pandemia: ancora due sere fa si parlava di due milioni, e stamani trovo la gente a discutere su un riscatto di 40 milioni. Ovviamente nessuno conosce la cifra e, come sempre, nessuno ha esplicitamente ammesso di aver pagato un riscatto – e fanno benissimo. Ma non è vero che ci siamo incattiviti, eravamo così da tempo. Ricordi quando rapirono in Irak la giornalista Giuliana Sgrena? In quegli anni frequentavo un newsgroup di politica, presa da una strana fascinazione per le cattiverie che ci scrivevano su e che riprendevano spesso gli… ehm… articoli di taluni giornalisti di alcuni giornali: Lbero, il Giornale, quella roba là. Il repertorio c’era già tutto, dal “se l’era cercata” ai soldi che ci era costata (e come corollario gli americani, che disapprovavano chi pagava i riscatti, spararono a chi l’aveva liberata).

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