Il futuro che ci viene incontro

Siamo abituati a pianificare il nostro tempo. Ad organizzare il futuro, gli impegni, le cose da fare, riempiendo l’agenda di appuntamenti, incontri, luoghi, persone. Chi più, chi meno, ovviamente. Qualcuno ama allungare lo sguardo oltre l’orizzonte, altri hanno una visuale più circoscritta, preferiscono non fare il passo troppo lungo. Conosco persone che sanno (o forse meglio, pensano di sapere) cosa faranno fra dieci anni, altri che a mala pena ti dicono se sono libere il prossimo sabato sera.

Chi pianifica non ama le sorprese, vuole avere sempre la situazione sotto controllo, non gli piace improvvisare. Nel momento del bisogno spesso ha pure un piano B a cui ricorrere, perché farsi trovare impreparato di fronte a quello che gli succede è la peggior cosa che gli può capitare. Chi vive alla giornata è più adattabile alle situazioni, più malleabile rispetto agli imprevisti. Probabilmente vive meglio!

Come chi vive senza orologio: sta sereno, alza gli occhi, si regola con la luce, quando ha fame mangia, quando ha sonno va a dormire. Io, ad esempio, non ne sono capace, perché invece sono uno a cui piace pianificare. Poi va anche bene l’imprevisto, a volte le sorprese possono anche rivelarsi piacevoli. Ma senza esagerare.

Perché per chi organizza il tempo il contrattempo raramente porta novità soddisfacenti. A volte sono le circostanze avverse, a volte (spesso) sono gli altri, che hanno altri progetti rispetto ai nostri. E tu ti devi adeguare, oppure andare allo scontro. Vale la pena resistere, tenere il punto, o forse è meglio abbandonarsi all’imprevisto? Mantenere i nostri progetti o aprirsi a strade nuove?

Che poi, a volte, possono anche essere strade già percorse. Come ad esempio quando hai terminato un lavoro, raggiungendo pure degli ottimi risultati, pianifichi un futuro senza problemi, pregusti il meritato riposo e invece magari ti ritrovi a dover rifare il Presidente della Repubblica.

6 thoughts on “Il futuro che ci viene incontro

  1. Anche io sono sulla stessa barca. Devo pianificare. La cosa peggiore? Vivere con qualcuno che invece improvvisa tutto…

  2. Certe situazioni sono da pianificare assolutamente, non se ne può fare s meno. Ma la vita è fatta anche di improvvisazione, cambi di rotta e di abitudini. Tutte cose che fanno bene al cervello.

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