Abbracciando la leggerezza

E’ una notte senza luna, ubriaco canta amore alla fortuna…

Arriva un momento in cui capisci che il tempo è una variabile indipendente, che non puoi manovrare, sai quanto ne è trascorso, mai quanto ne deve ancora trascorrere. Devi fare un passo di lato, toglierti dal centro della scena e fare spazio. Devi scegliere, dividere il superfluo dal necessario. Soprattutto devi allegerirti. Me l’ha insegnato il nuoto. O meglio, sto faticosamente cercando di impararlo dal nuoto. Non ci devi mettere forza. Sì, è vero, devi sforzarti, ma per restare a galla, per non andare a fondo, devi farti leggero, devi imprimerti nella testa che tu sei leggero.

Non è più tempo dell’attimo che fugge. Non fugge proprio nulla, sta tutto qui, ho tutto il tempo che voglio. E non è neanche più vero che il meglio debba ancora venire. Il meglio potrebbe essere questo, potrebbe essere proprio ora: viverlo bene è un dovere, oltre che un diritto. Abbracciare la leggerezza, farne un’abito, una regola e così restituirla agli altri. Che poi, effettivamente, cos’altro potrebbe fare uno che si è dato come compito quello di diffondere luce e dolcezza su questa terra?

Magari con la Bandabardò come musica di accompagnamento…

7 thoughts on “Abbracciando la leggerezza

  1. Mi piace questa cosa della leggerezza. Per me equivale a non prendersi troppo sul serio, non strafare.
    Consiglio la lettura di “Ogni momento è un dono. Riflessioni sul vivere il presente”, di Chiara Lubich.

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