Di angeli perduti, ladri, dizionari di greco (per tacer dei sette nani)

Al tramonto dell’anno domini 2022, ultimo della pandemia (ormai definitivamente debellata per decreto dal governo dei migliori, chiamato a guidare i destini italici), primo dell’era meloniana, novella salvatrice dei tricolori destini (ecco perché si vuol far chiamare Il Presidente. In effetti Ducia suona proprio male), mentre stava per cominciare il più surreale mondiale di calcio della storia (con gente confusa che voleva organizzare barbecue e cocomerate nelle case al mare, ma si ritrovò mezza allagata nelle pioggie novembrine) capitò il singolar accadimento.

Un fatto insolito che mi lasciò interdetto, un po’ come le dichiarazioni di Sgarbi o la durata dei lavori sulla Tiburtina. I segni evidenti dell’effrazione, un lucchetto saltato, le scatole buttate alla rinfusa, ma incredibilmente le biciclette ancora lì. Anche ad un’analisi più attenta, non mancava proprio nulla, tranne un angioletto del presepe, un angelo caduto in volo, unica traccia rimasta le piccole ali, adagiate nel sordido pavimento dello scantinato. E da qui il dubbio e le domande. Ma tu, novello Arseno Lupin, seguace di Diabolik, sostenitore di Robin Hood, che pensavi di trovare nella mia cantina?

Oltre le biciclette, il presepe, i vecchi giochi e tutte le cose inutili che uno non ha il coraggio di buttare, cosa speravi ci fosse? Eri così ubriaco da confondere la nostra cantina con un miniappartamento di lusso? Eri talmente confidente nella tua buona stella che speravi di aver trovato l’accesso ad una miniera d’oro? Lo hai fatto come gesto di protesta per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali? Era la prova d’amore richiesta dalla tua bella? Magari lo hai fatto perché hai perso una scommessa: aprire la cantina di uno sconosciuto e rubare una statuina del presepe era la penitenza per non aver ricordato il nome dei 7 nani. Questa è una di quelle situazioni in cui ti aiuta aver studiato il greco. O meglio, ti aiuta aver studiato sul Rocci.

Quel vocabolario scritto in un italiano antiquato in carattere 6, che pesava come un mattone di piombo, ma con le pagine fini come le ali di una farfalla, responsabile della scogliosi e della miopia della gran parte degli studenti ginnasiali della mia età. Quel vocabolario, in cui potevi trovare un significato, ma spesso il suo esatto contrario, non era di grande aiuto per tradurre il greco, ma in compenso sviluppava la fantasia. Ti aiutava a diventare creativo, perché ti insegnava che nella vita non esiste mai una sola verità, che i fatti e le situazioni mutano e alla fine dei conti siamo noi a dargli il significato che vogliamo.

E così, in questi tempi incerti, in questa vita che ingrana solo a tratti, è bello sapere che in ogni situazione potrai sempre trovare una soluzione, potrai individuare una spiegazione, più o meno veritiera, che ti porterà protezione, ristoro e rifugio, facendoti immaginare un futuro più roseo (comunque erano Dotto, Brontolo, Pisolo, Mammolo, Gongolo, Eolo e Cucciolo).

12 thoughts on “Di angeli perduti, ladri, dizionari di greco (per tacer dei sette nani)

  1. eheheh… confessa quei nomi li hai googlati. Nessuno li ricorda mai.
    Mi ha colpita la storia del ladro. Pensavo e se fosse un giovane fraticello a cui mancava l’angioletto per il presepe dell’oratorio?

  2. Chissà che spavento nel constatare che qualcuno aveva violato la tua cantina! Penso che quell’angioletto si sia offerto per salvarti da qualche furto più sostanzioso!!! ❤

  3. Qualche tempo fa decisi di fare pulizia nel mio camper. Appena entrata notai che sul tavolino c’erano 20 € e biglietto che diceva così:
    “Questi sono per le eventuali riparazioni, sono pochi ma mi trovo in un momento di ristrettezze, comunque grazie.
    Firmato Fausto
    Alquanto stupita mi guardai attorno, non c’era traccia di scasso né disordine… tutto era a posto, da dove era entrato? Era entrato dall’oblò, probabilmente era una biscia oppure un ectoplasma! E che cosa aveva rubato? Un telo da mare, un costume da bagno, una maglietta, un paio di ciabatte e una caffettiera per 1 persona…
    Per quanto mi sforzi non riesco capire il perché di questo furto ma poiché sono romantica mi piace pensare che Fausto stesse sollazzandosi con la moglie di qualcuno e che sia stato costretto a fuggire nudo per evitare guai peggiori visto che il marito stava arrivando.Naturalmente aveva bisogno di abiti e siccome la prima cosa che ha visto è stato il camper ecc…
    Quanto a Ducia non temere, tra non molto ci sarà qualche fenomeno estroso che avrà una figlia e deciderà di chiamarla Ducia, è solo questione di tempo e siccome si fa l’abitudine a tutto finiremo per dire che è un nome bellissimo! Vedrai basta farci l’orecchio…

  4. Mi dispiace di questo infausto accadimento. Da me, se vengono in forze, possono portare via un paio di materassi con rete o farsi direttamente una dormitina. Meglio se vengono con la mascherina perché c’è un po’ polvere.

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