“Questo misero modo, tegnon l’anime triste di coloro che visser sanza ’nfamia e sanza lodo. Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon ribelli, né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro. Caccianli i ciel per non esser men belli, né lo profondo inferno li riceve, ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli”. (Dante, 3 canto dell’Inferno)
Possiamo essere chiunque. Possiamo provare ad inseguire qualsiasi obiettivo. Possiamo scegliere di esere liberi oppure di sottostare ad un ideale, ad una religione, ad un amore. Possiamo diventare santi, eroi o semplici persone per bene. Possiamo mirare al successo oppure ai soldi. Oppure possiamo cercare di evitare i problemi, le seccature, gli impegni troppo gravosi.
Possiamo scegliere una vita semplice, oppure impegnativa. E fra gli impegni possiamo scegliere quelli più scontati oppure quelli più originali. Possiamo provare ad andare d’accordo con tutti, oppure con nessuno. Possiamo scegliere di obbedire o di ribellarci. Possiamo decidere di cambiare oppure di rimanere coerenti. Possiamo tradire o possiamo restare fedeli.
Possiamo continuare i percorsi già battuti o andare a ricercarne di nuovi. Possiamo scegliere e poi pentirci, possiamo avere rimorsi oppure decidere di non voltarci mai indietro.
Possiamo scegliere se essere uomini o caporali. Se correre il rischio di scontentare qualcuno esprimendo le nostre opinioni, oppure restare nel limbo, tiepidi, ignavi come avrebbe detto il nostro padre Dante. Possiamo essere chiunque!
E voi, cari viaggiatori ermeneutici, chi scegliete di essere?

Mi vien da dire, leggendoti, che la cosa piu bizzarra è che possiamo essere tutte queste cose insieme. Possiamo anche non scegliere…Sembra inverosimile ma io posso essere tutto al tempo stesso con persone e situazioni diverse. Stronza, e lo sono, ed amabilissima per alcuni….per esempio. Cioè noi siamo ANCHE cio che gli altri percepiscono di noi. Splendido brano il tuo.
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Grazie! Riguardo il tuo commento, siamo sulla stessa linea e anche De Gregori citando Whitman (“contengo moltitudini”) sarebbe d’accordo con te (e con me!). Peccato però che fra tutte le scelte possibili, scelga Pilato, il “non scegliere”. E francamente mi delude non poco
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“si fossi foco arderei lo mondo…” …. ma se non sei foco una ragione c’è. Ed è la somma delle tue azioni e delle REAZIONI agli altri ognuno dei quali (filosofia zen.. che condivido pienamente) provoca in te un modo di essere, di proporti, di scoprire in te possibilità e reazioni che nessun altro potrebbe provocare. E’ per questo che si soffre quando muore una persona che conosciamo e amiamo, perché muore quella citata e irripetibile parte di te.. muori un po’ anche tu.
Detto questo, personalmente non ho mai rinunciato ad esprimere il mio pensiero per il timore di scontentare qualcuno… Ed alcune volte lo ho anche pagato, ma senza rimpianti…
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Bravo Robby!
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