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Possiamo essere chiunque

“Questo misero modo, tegnon l’anime triste di coloro che visser sanza ’nfamia e sanza lodo. Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon ribelli, né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro. Caccianli i ciel per non esser men belli, né lo profondo inferno li riceve, ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli”. (Dante, 3 canto dell’Inferno)

Possiamo essere chiunque. Possiamo provare ad inseguire qualsiasi obiettivo. Possiamo scegliere di esere liberi oppure di sottostare ad un ideale, ad una religione, ad un amore. Possiamo diventare santi, eroi o semplici persone per bene. Possiamo mirare al successo oppure ai soldi. Oppure possiamo cercare di evitare i problemi, le seccature, gli impegni troppo gravosi.

Possiamo scegliere una vita semplice, oppure impegnativa. E fra gli impegni possiamo scegliere quelli più scontati oppure quelli più originali. Possiamo provare ad andare d’accordo con tutti, oppure con nessuno. Possiamo scegliere di obbedire o di ribellarci. Possiamo decidere di cambiare oppure di rimanere coerenti. Possiamo tradire o possiamo restare fedeli.

Possiamo continuare i percorsi già battuti o andare a ricercarne di nuovi. Possiamo scegliere e poi pentirci, possiamo avere rimorsi oppure decidere di non voltarci mai indietro.

Possiamo scegliere se essere uomini o caporali. Se correre il rischio di scontentare qualcuno esprimendo le nostre opinioni, oppure restare nel limbo, tiepidi, ignavi come avrebbe detto il nostro padre Dante. Possiamo essere chiunque!

E voi, cari viaggiatori ermeneutici, chi scegliete di essere?

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Aspettiamo, senza avere paura, domani

Chissà, chissà, domani, su che cosa metteremo le mani, se si potrà contare ancora le onde del mare e alzare la testa (Futura, Lucio Dalla)

Ci mancava questo nostalgicone di Facebook che ogni giorno ci ripropina quello che accadde gli anni addietro! E come sfogliando un album di foto o un vecchio diario, tornano in mente fatti e situazioni ormai anche lontani nel tempo: ricordi le sensazioni collegate a quel determinato periodo in cui scrivevi cose che magari oggi non scriveresti più, oppure rivedi quella foto scattata proprio quel giorno lì, quando…E’ anche bello abbandonarsi un po’ ai ricordi, al passato che non passa, perché certe cose restano comunque sempre con noi, ma anche al passato che invece non potrà tornare più, perché certe pagine della nostra vita sono ormai finite.

Ma al di là delle esperienze personali, diverse per ognuno di noi, sicuramente tutti quanti abbiamo uno spartiacque in comune: nei ricordi di ognuno di noi c’è un prima, un durante e (speriamo presto) un poi rispetto alla pandemia. Un’esperienza troppo coinvolgente e troppo travolgente per poterne prescindere.

Vedo le foto di dicembre 2019 e non posso non pensare a come stavamo, a quanto i problemi e le difficoltà che ci preoccupavano – alla luce di quello che stiamo vivendo – sembrano irrilevanti, marginali o comunque risolvibili. Nessuno di noi avrebbe potuto immaginare a cosa stavamo andando incontro e anche oggi, a distanza di un paio d’anni, se ci penso, continua a sembrarmi inverosimile che un virus abbia investito e condizionato l’intero pianeta. Sembra la trama di un film di fantascienza! E non se siamo ancora fuori.

Quindi lasciamo stare facebook e le sue nostalgie, lasciamo stare il passato e pensiamo a come sarà domani, a come sarà diverso da oggi, ma anche da ieri. Perché non credo che torneremo semplicemente come eravamo nel prima. Proviamo ad immaginare quello che sarà, a prevedere come sarà, perché almeno in parte dipende da noi.

Quando tutto questo sarà finito, quando le maschere le metteremo solo a carnevale, quando torneremo a stringere mani per salutarci e gli unici numeri che saremo ansiosi di ascoltare in TV saranno le estrazioni del lotto, dipenderà da noi essere preoccupati senza farci prendere dall’angoscia, prendere la vita sul serio senza smettere di ridere e guardare gli sconosciuti non come probabili infetti, ma come possibili affetti. Dipenderà da noi essere tristi senza farci travolgere dalla tristezza ed essere felici senza dimenticare che la vera felicità è sempre altrove.

Ma se è vero che possiamo prevedere come sarà, forse possiamo già oggi cominciare a prevenire. Perché prevenire è il modo più bello di aspettare, senza paura, il domani. E poi, cosa c’è di più bello dell’arrivare prima, dell’anticipare, del precorrere il dimandar?

La tua benignità non pur soccorrea chi domanda, ma molte fïate liberamente al dimandar precorre (Paradiso, Canto XXXIII)