L’Italia liberata e l’Italia da liberare

La retorica di parte, di qualsiasi parte, quella dei vinti, quella dei vincitori, quella di chi c’ha ragione e quella di chi c’ha torto.

La riproposizione di tesi e antitesi smentite dalla storia, superate dai fatti, cancellate dalla memoria di tutti i giorni e ritirate fuori la domenica come il vestito della festa.

Gli schieramenti, il senso di appartenenza del tifoso, noialtri e voialtri, la necessità del nemico.

Gli ideali traditi, strumentalizzati, usati per altri scopi e poi dimenticati, cancellati.

La rievocazione di un passato che in realtà non passa mai, che tutt’al più da dramma diventa farsa, che riempe le bocche e svuota i cervelli.

Buona festa della liberazione a tutti.

Liberazione

Finché non sarà la liberazione per e non solo la liberazione da

Finché non sarà la festa che unisce e non quella che divide

Finché ci sarà ancora chi non si riconosce nei valori della libertà, dell’uguaglianza, della giustizia

Finché non sarà la festa di tutti gli uomini liberi

Finché ci sarà chi rimpiange il passato e non si sforza per cambiare il futuro

Finché ci sarà chi muore, magari attraversando il mare, per cercare la libertà

Finché non accetteremo che la nostra libertà finisce dove inizia quella di chi mi sta di fronte

Finché non capiremo che la libertà è come l’aria, puoi rimanere senza solo per breve periodi, altrimenti soffochi

Finché, come diceva Gaber, non la smetteremo di stare sopra un albero, ma cercheremo la partecipazione.

Fino a quel giorno, ora e sempre resistenza.