A proposito di tempo, spazio e distanze

Dobbiamo perdere tempo, con chi è disposto a darci spazio. C’è chi lo spazio se lo tiene tutto per sé, anzi invade gli spazi altrui con le sue richieste come fossero piccoli carri armati del Risiko e sembra voler giocare a dadi con le vite altrui. Chi lascia spazio invece si merita il nostro tempo, che non sarà mai tempo perso e magari anzi ci farà guadagnare uno spazio in più, forse solamente nel cuore di qualcuno.

Bisogna avere tempo per riuscire a fare spazio. Ogni tanto bisogna fermarsi e fare pulizia, buttare via le cose accumulate, quelle che lì per lì potevano sembrare utili, ma che in realtà non servono proprio a nulla e che però occupano posto. Alcune cose, ma forse anche alcune persone, che ingombrano i nostri spazi, anche solo mentali.

Bisogna andare a tempo, per non invadere lo spazio di chi sta ballando con noi, rischiando di pestargli i piedi. Perché purtroppo questo è una dato di fatto e una situazione invalicabile: solo chi balla con noi, chi ci sta a fianco, il nostro vicino, abituale o casuale che sia, può pestarci i piedi. C’è un tempo per ogni cosa dice il Qoelet e ha ragione, ma resta comunque essenziale lo spazio vitale, per non spazientirsi e non rimanere spiazzati.

D’altra parte possiamo guardare in alto e sognare di prendere un astronave e andare alla conquista dello spazio, ma solo quando c’è bel tempo. Perché se piove diventa tutto più difficile: il traffico impazzisce, il cane bagnato è un vero strazio e persino giocare a calcio diventa brutto e rischiamo di prenderci un malanno. No, il bel tempo è essenziale. Oppure conviene rimandare, magari a tempo indeterminato.

Perché in fondo noi siamo abituati a misurare le distanze con il metro o con l’orologio: ma la vera distanza, la vicinanza o la lontananza autentica, possono essere calcolate solamente al di fuori del tempo e dello spazio. Puoi essermi accanto eppure essere lontanissimo, appartenere al passato remoto eppure essere qui proprio vicino a me. Per misurare realmente le distanze dovremmo inventare altri parametri, ma forse non saremmo uomini, ma angeli.

PS. Questo post è stato fortemente ispirato da un articolo molto bello che ho letto sul blog di Mi(s)piego, se non lo conoscete fateci un salto. Ne vale la pena!

 

 

Tempo perso

Non è tempo perso coltivare progetti irrealizzabili, solo perché non avremo mai il coraggio o i mezzi economici sufficienti per metterli in pratica. D’altra parte non è che tutti abbiamo la fortuna di incontrare il Re di Spagna che ti finanzia il tuo progetto assurdo e periglioso di attraversare l’oceano per dimostrare che la terra è rotonda. Non tutti avranno la possibilità di verificare se la terra è tonda, ma ognuno potrà coltivare questa idea.

Non è tempo perso sognare ad occhi aperti, disegnando i contorni di un’idea, masticandola piano per ore come fosse un chewingum, vagliandone i se ed i poi, immaginando le conseguenze, facendosi le domande e dandosi le risposte. E poi magari lasciarla andar via, ringraziandola della compagnia, ma decidendo che no, forse non ne valeva la pena.

Non è tempo perso resistere alla corrente che incanala le opinioni e le fa diventare verità come ha fatto Ilaria. Non tutti hanno la forza e la tenacia di gridare al mondo per nove anni una verità diversa, ma alla fine poi, comunque fosse andata a finire, non sarebbe stato no tempo perso.

Non è tempo perso impegnarsi in alcune battaglie perse. E lo so cosa state pensando! Se perdere le battaglie serve a vincere la guerra certo che non è tempo perso. Ma non è così. Le guerre non si vincono con le battaglie perse. E nemmeno con le battaglie vinte.  Perdi tempo a fare le tue battaglie, se lo vuoi davvero, ma senza pensare al dopo. Perché alla fine le guerre in realtà non le vince nessuno.

Non è tempo perso aspettare il nostro personale Godot, anche se sappiamo bene che difficilmente arriverà. Ma in fondo non lo sappiamo mica, perché l’unica cosa che sappiamo per certo è quello che è già successo, ma su quello che deve ancora succedere un ragionevole (ma anche un irragionevole) dubbio possiamo sempre concedercelo.

Non è tempo perso stancarsi, se non altro per capire chi sarà lì a sostenerci piano, senza ingannevoli parole, per condividere la nostra fatica.

Non è tempo perso nemmeno perdere tempo, perché a volte è proprio quello di cui abbiamo bisogno. Anche solo il tempo di una canzone

So take the photographs, and still frames in your mind, Hang it on a shelf of good health and good time. Tattoos of memories, and dead skin on trial. For what it’s worth, it was worth all the while.