Stima, affetto e una specie di analisi chimica dei sentimenti

Si può apprezzare una persona senza volerle bene? E si può voler bene ad una persona senza apprezzarla?

Così ci interrogavamo l’altro giorno con I., che come già sapete (https://giacani.wordpress.com/2014/01/05/i-il-rubinetto-della-doccia-e-la-domanda-kantiana/tp://)  ha l’indubbio merito di costringermi a vincere la pigrizia e a mettere momentaneamente da parte la minchioneria, per farmi diventare una persona seria. Alla prima domanda è facile rispondere sì. Stimare professionalmente qualcuno e magari detestarlo non è poi così raro. Anzi, c’è anche il detto, vizi privati e pubbliche virtù. A volte quelle caratteristiche che da un punto di vista professionale ci fanno apprezzare qualcuno, si portano quasi automaticamente appresso degli aspetti, delle particolarità che contrastano profondamente con il nostro sentire. E questo ci porta a dare giudizi completamente differenti, a volte contrastanti su determinate persone.

Anche alla seconda domanda è facile rispondere di sì. Capita con i familiari, che, come si sa, ci ritroviamo e certamente non ci possiamo scegliere. Capita anche con gli amici. Che effettivamente di solito ci scegliamo. Magari però quando li scegliemmo erano diversi da oggi: magari continuiamo a voler bene, però certo il giudizio su di loro nel tempo può cambiare, anche radicalmente.

Con le amicizie “adulte” è più difficile. “Da grandi” per voler bene a qualcuno penso sia quasi indispensabile stimarlo: bisogna condividere con lui un orizzonte ideale, dei valori, dei punti di vista comuni . Sarà anche per questo che però è così difficile e così raro che si riesca ad allacciare legami profondi? La realtà è che si diventa più esigenti. E d’altra parte non si ha quel vissuto insieme, quelle esperienze, spesso fatte negli anni più belli, che ti fanno passare sopra a tante cose, che ti fanno chiudere un occhio e a volte anche due, perché “lei (o lui) è fatto così, lo sai, è inutile incazzarsi, non cambierà mai…

Però quando accade che si riesce a trovare un comune sentire, quando la stima si intreccia anche ad un legame affettivo, se pensi sia talmente bravo che potrebbe fare la prima ballerina per radio e allo stesso tempo le vuoi così bene che la apprezzeresti anche come soprano in un film muto, per bacco! Allora sì! E’ difficile, ma può succedere. E di solito succede in modo del tutto accidentale, come dice Bach, “nel più importante dei modi. Per caso“.

E allora magari le vuoi così bene ed insieme la stimi così tanto che arrivi anche a sognare che ha i piedi più lunghi di quelli che ha.