Scusa devo andare via

Liliana Segrè prossima presidente della Repubblica? Non avrebbe la sufficiente esperienza politica per un ruolo così delicato, dice qualcuno. Sarebbe l’ennesimo ammiccamento alle mode e all’emotività del momento, ho sentito dire a qualcun altro. Non è un figura istituzionalmente rappresentativa, hanno detto. E’ un personaggio di parte, che non può rappresentare unitariamente tutti gli italiani, ha commentato qualcun altro.

Non succederà purtroppo. E non certo per i motivi indicati sopra. Forse semplicemente perché non abbiamo sufficiente fantasia, perché la politica italiana non riesce più a farci sognare, circoscritta in beghe simil condominiali, chiusa nei personalismi e negli interessi privati che parlano esclusivamente alla pancia degli individui. Ma solo perché ancora non hanno trovato il linguaggio per rivolgersi a organi meno nobili, altrimenti sarebbero arrivati anche lì.

E poi forse, la verità più amara, la verità vera è che una come lei questa Italia qui non se la merita.

Questo è un giorno in cui la luna
si confonde con la strada, e va veloce.
La violenza del mattino lascia il posto
alla tristezza della sera
e San Lorenzo chiede ancora un’altra canzone d’amore.
Ma scusa devo andare via 
Roma, Roma dimmi chi sei.
Roma dimmi, dimmi, dimmi che vuoi.
Non vedi le mie mani,
le mie mani chiuse a chiave nelle tasche
Non la senti questa voce,
questa maledetta voce che non vuole uscire.
Ma dentro me soltanto, soltanto la voglia di un’altra canzone
Ma scusa devo andare via 
Roma, Roma dimmi chi sei.
Roma dimmi, dimmi, dimmi che vuoi
e San Lorenzo chiede la solita storia d’amore
Ma scusa devo andare via 
Roma, Roma dimmi chi sei
Roma dimmi, dimmi, dimmi che vuoi.