Tra il dire e il fare

Tra il dire e il fare. Quante volte ve lo siete sentiti dire? Quante volte questa divaricazione voleva essere la saggia linea di demarcazione tra i nostri desideri e la realtà? Tra i buoni propositi e le cocenti delusione? Tra la conferma delle promesse e il loro inevitabile tradimento? Il confine tra le grandi aspettative di chi guarda avanti e i “te l’avevo detto” e gli “io lo sapevo” di chi si volta indietro.

Che poi che vorrebbe dire? Fai quel che dico non quel che faccio? E allora? Almeno qualcuno che dice le cose giuste ci dovrà pur essere. Poi lascia stare se le fa o no. Stai a guardare i dettagli. Intanto te l’ha dette, ti pare poco? In fondo come è sopravvissuto per duemila anni il cristianesimo? Certo, per lo Spirito Santo. Sicuramente grazie al sangue dei martiri. Ma io, francamente lo Spirito Santo in 50 anni di vita quante volte l’ho incontrato? E quanti martiri ho conosciuto? Invece ho incontrato qualche uomo di buona volontà, che diceva cose giuste. Sul metterle in pratica possiamo discuterne, ma almeno sapeva dire con chiarezza quello che era giusto fare. Come sempre, tra il dire e il fare.

C’è di mezzo il mare, ci dice il proverbio. Ma quale mare poi? Un mare di guai? Il mar dei Sargassi, quello dei quattro pirati che andavano su una zattera fatta di assi? Il mare d’inverno che è come un film in bianco e nero visto alla tv? Un mare in tempesta o un mare calmo come una tavola? Un mar piccolo come quello di Taranto, dove ci stanno le cozze pelose? O un mare grande come un oceano da attraversare per arrivare fino alle Indie che poi si rivelano essere l’America e tu la scopri e trecento anni dopo quei coglioni fanno diventare Donald belli capelli l’uomo più potente del mondo?

Be’ allora sapete che vi dico? Fanculo i proverbi. Fanculo il mare, fanculo soprattutto belli capelli. Il dire diventa fare quando le possibilità diventano realtà. Ma se la distanza tra il dire e il fare ti spaventa al punto da non farti più dire, al punto da non farti più fare, ricordati che ogni giorno ha le sue possibilità e sta a te tramutarle in realtà. Dipende da te e solo da te, perché tra il dire e il fare c’è di mezzo “e il”. E nient’altro. Fino a prova contraria.

You sit on a swing in the dark with a girl, and she tells you she wanted to kiss you, and you know the worst part of a good day is hearing yourself say goodbye to one more possibility day. It goes on and on

12 thoughts on “Tra il dire e il fare

  1. Io ne seguo solo uno, che è quello che mi ripeteva sempre mia nonna: “Da comu parri si viri lu ciriveddu. La miseria la poi ammucciari, la ‘gnuranza no”.
    (Dalla parola si vede il cervello. La miseria la puoi nascondere, l’ignoranza no) 😊

  2. … e poi il mare si puo’ attraversare. Ho sempre pensato che questo proverbio fosse l’alibi di chi non ha voglia o il coraggio di rischiare

  3. Io ti ho fatto la ola quando hai mandato affan…o la scoreggina Trump. Pensa, ormai lo sa anche il T9, quando scrivo “scoreggina ” subito dopo mi dà Trump!

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