La regola dell’amore

Sul serio pensate possa esistere una regola dell’amore? E siete così ottimisti che credete di trovarla nel mio blog? A volte la fiducia degli altri mi commuove. E come ve la immaginate? Tipo quelle inserite in un decalogo, con divieti assoluti a non fare questo e inviti pressanti a fare quest’altro? Oppure potrebbe essere simile a una regola logica, come quelle che si trovano nei manuali di grammatica.

Secondo voi è possibile fare un’analisi grammaticale dell’amore? Qual è il sostantivo? In amore contano gli aggettivi o possiamo farne a meno? E con quale articolo si può accompagnare, determinativo e indeterminativo? Il verbo è presente, passato o futuro? E la forma è attiva o passiva? Allora forse potremmo provare con l’analisi logica. Ma siamo sicuri che sia facile individuare il soggetto, il predicato e i vari complementi? Ugualmente complicata sarebbe l’analisi del periodo: l’amore si svolge su proposizioni principali o secondarie? Indipendenti o subordinate? No, non sarebbe affatto facile.

Magari allora si potrebbe provare con una regola matematica. Ma se volessimo fare un’equazione per calcolare l’algebra dell’amore, probabilmente scopriremmo che non sempre con l’addizione si ottengono numeri maggiori, anzi a volte per aumentare bisogna sottrarre e per moltiplicare è necessario dividere. La distanza non si calcola in metri, il peso non si calcola in chili e le equivalenze non sempre funzionano. Puoi essere vicino e stare a distanze siderali e viceversa. Può essere pesante così tanto da soffocarti e al contrario leggero fino a farti volare. Per trovare il minimo comune denominatore potrebbe servire una vita. Non parliamo della geometria dell’amore! Il triangolo sicuramente non è la forma più adeguata e a volte può anche capitare che due rette parallele si incontrino, trovando un punto in comune.

Forse potrebbe funzionare una regola musicale: potremmo trovare la regola dell’amore in una intonazione perfetta, con i diesis e i bemolle, con le leggi dell’armonia, trovando il tono giusto, con le pause e l’incrocio di voci differenti, che insieme però danno la melodia, seguendo un ritmo determinato. Ma se poi a qualcuno piacessero gli amori stonati o quelli dissonanti, come la metteremmo? Dobbiamo arrenderci al fatto che in amore non esiste una regola uguale per tutti?

Il fatto è che ognuno di noi pensa di sapere quale sia questa regola. Come quando bisogna riepiegare il bugiardino dei medicinali: lo tiriamo fuori ed è scontato che poi riusciremo a rimetterlo dentro, che ci vuole? Stava tutto compatto in zero centimetri, ora basta chiudere qui, ripiegare qua, no, forse va girato così, proviamo di là………….

Forse hanno ragione i REM: l’amore è una strana moneta. Per trovare la regola dell’amore ci vorrebbe un cambiavaluta oppure un bravo interprete, per prendere la regola e tradurla nella propria lingua. Non ci credete? Pensate a Cyrano de Bergerac, alla più bella definizione di bacio che è stata data dalla letteratura: “l’apostrofo rosa fra le parole t’amo“. Ma gli inglesi dicono “love you” e non “t’amo” oppure “Je t’aime” come nella frase originale e quindi non c’è nessun apostrofo. E quindi? Quindi in inglese il bacio è diventato “The Pink Exclamation Mark after I love you!”

Allora forse potremmo dire che la regola dell’amore è far diventare un apostrofo un punto esclamativo. Non ne trovo una migliore.

I need a chance, a second chance, a third chance, a fourth chance
A word, a signal, a nod, a little breath
Just to fool myself, to catch myself, to make it real, real
These words, “You will be mine”
These words, “You will be mine,” all the time, oh

 

18 thoughts on “La regola dell’amore

  1. No, non c’è proprio una risposta. E a volte più è forte l’amore e meno a regole… e meno dura… o dura per sempre… o vuole delle regole…
    Volendo, può essere un personalissimo equilibrio di forze che non si riescono nemmeno a vedere.

  2. Giac ho fatto un papocchio del resto sono sempre stata casinista. Insomma ti ho perso di vista. Ma adesso devo leggermi tutti gli arretrati, preparati ad una mitragliata di commenti 💋

  3. Ma perché porsi tante domande? Perché voler incasellare l’amore come se fosse una pratica? L’amore non ha regole, non può averne. L’amore è esso stesso una regola, quella di essere interpretata e seguita ciascuno come preferisce r si sente di fare. L’amore è istinto, voglia di esplorare, dedizione, fantasia. L’amore è un cavallo che corre libero sulla spiaggia, non lo puoi fermare e costringere a regole.

  4. Ma và, sei circondato da uno sciame di ammiratrici che non sentirai certo la mia mancanza. Prr fortuna che non sono gelosa.
    Ho finito il libro…pazzesco! Posso dire l’ho accostato ai “Versetti satanici” di Salman Rushdie?

  5. L’amore non ha regole. Non ha niente che si possa comprendere. L’amore è. E l’unica regola dell’amore è l’amore stesso.

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