Spring on a solitary blog

Mi sono raffreddato. Niente di nuovo, considerato gli sbalzi metereologici di un tempo in crisi mestruale e soprattutto il mio fisico da lanciatore di coriandoli. Se non ché in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti degli untori: oggi in pubblico sarebbe anche tollerata una sonora scoreggia, ma se ti azzardi a starnutire rischi l’ira funesta dei profughi non vaccinati o come minimo la lapidazione. Non si starà esagerando? Mica il Covid ha debellato qualsiasi altro germe sulla faccia della terra!

Presto quindi, fatti un tampone, che poi non so voi, ma piuttosto che continuare a farmi stuprare le froge preferirei andare a piedi nudi sui braceri ardenti, come danzatori bulgari o tutt’al più con candelabri in testa, come le balinesi nei giorni di festa. Per la cronaca ovviamente sono negativo, ma mai quanto un furbo contrabbandiere macedone.

D’altra parte sono sempre contento quando riesco ad essere utile a qualcuno. Non indosso occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero, ma che c’è di più soddisfacente che aiutare una giovane fanciulla a trovare la sua strada per superare le sue paure e le sue ipocondrie? Anche se, da vecchio lettore di Tex, più di ogni altra cosa mi sarebbe piaciuto dei pellerossa americani riuscire a cantare le gesta di squaw pelle di luna, ma evidentemente non avevo la Luna e Urano nel Leone. Anche perché sono del Sagittario.

Quindi, in attesa che mi passi il raffreddore e possa tornare a frequentare gli altri senza passare per appestato, passerò il week end su una spiaggia solitaria e pazienza se sulla sabbia ci sarà un caldo tropicale. Tutt’al più con un grido coprirò le distanze, per far sì che l’aria delle cose diventi irreale e così cercheremo l’alba dentro l’imbrunire.

P.S. Ho già scritto qui (https://viaggiermeneutici.com/2015/01/06/ricordando-il-caro-estinto/) quanto sia fastidiosa questa moda di incensare qualcuno dopo la sua dipartita, molto di più di quando era fra noi. Ma evidentemente non si sfugge e anche il grande Battiato non ha fatto eccezione: sono certo che si starà facendo grasse risate al riguardo. E magari apprezzerà anche questo piccolo omaggio. Per me lui sarà sempre l’estate del 1981, la spiaggia del lido delle sirene, la colonna sonora dell’estate dei miei 15 anni.

10 thoughts on “Spring on a solitary blog

  1. Io penso invece che si divertirà molto! In fondo ha smosso una gran voglia di scrivere e ironizzare sulle sue parole! Da quello che ho capito non gli mancava la voglia di scherzare!!! Bello e simpatico questo tuo omaggio. In quanto al raffraddore non potevi scrivere cosa più vera! Se ti sentono tossire o starnutire ti guardano come un untore!!! Eppure sono malanni di stagione, specialmente in questo Maggio capriccioso!!! Ti faccio tanti auguri! rimettiti bene, ciao!!!

  2. Bello! il mio invece è un ricordo legato all’anno della maturità. Quando ti senti che… sta per iniziare un altra vita e puoi vedere l’infinito… portami lontano sulle onde…

  3. Neanche ci fossimo messi d”accordo sullo stile dell’articolo…
    Mi riferisco a Battiato, il tuo articolo naturalmente è superlativo, lontano anni luce dal mio ma l’idea di partenza era la stessa pertanto…..chapeau, Giac!
    A me resta la gioia di averlo visto e sentito da vicino e di avergli stretto la mano.

  4. Bello, è piaciuto molto anche all’animale che mi porto dentro quello che non mi fa vivere felice mai perchè si prende tutto, anche il caffè. Raffreddata anch’io, ottima scusa per tenerne molti lontani.

  5. Certo è che Battiato con le sue canzoni ha letteralmente inondato di emozioni nelle nostre menti, basta leggere i post e e i commenti lasciati sul web. In tutti ci sono riferimenti alle sue canzoni. È proprio questione di karisma e sintomatico mistero!

  6. Bah, dipende dallo stato d’animo con cui lo leggi, dalla prospettiva da cui l’osservi… la prospettiva Newski potrebbe essere quella giusta, a patto dj non incontrare per caso Igor Stravinsky in un momento di .malumore, è talmente permaloso che potrebbe lanciarti dietro il suo orinale…

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