Centro di gravità temporaneo

Ovviamente il riferimento è alla bellissima canzone di Battiato, tratta da un album meraviglioso, che ad ogni ascolto mi fa tornare all’estate dei miei sedici anni, con una valanga di ricordi se possibile ancora più belli di quando li ho vissuti.

Caro Franco, tu volevi un centro di gravità permanente, “che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose, sulla gente” (ammettetelo, leggendola l’avete canticchiata!), ma ora abbiamo bisogno di un centro di gravità temporaneo, che ci apra la mente, che non la atrofizzi nei pensieri già pensati, nei giudizi già dati: ci serve un centro di gravità capace di farci cambiare idea sulle cose e soprattutto sulla gente.

Partendo da un centro temporaneo forse non riusciremo a incontrare la vecchia bretone, con un cappello e un ombrello di carta di riso e canna di bambù. Probabilmente neanche i Gesuiti Euclidei vestiti come dei bonzi, per entrare a corte degli imperatori della Dinastia dei Ming. Pazienza, ce ne faremo una ragione. Però così forse saremmo in grado di giudicare meglio chi ci sta di fronte, dandogli un’altra possibilità rispetto alla prima impressione, valutando fatti e situazioni senza preconcetti.

In questi giorni i venti di guerra soffiano sull’Europa e ci hanno riportato indietro di cent’anni, a sensazioni che pensavamo di esserci ormai lasciati definitivamente alle spalle. Un po’ come la pandemia: la realtà concreta che si prende una rivincita sul virtuale e rende nuovamente reali gli incubi del passato. Per questo non possiamo dare nulla per scontato, ma dobbiamo essere pronti a cambiare percorso, come i furbi contrabbandieri macedoni, cercando strade nuove. Chissà, forse anche Franco (che in effetti già allora non sopportava i cori russi) sarebbe d’accordo con me.

Spring on a solitary blog

Mi sono raffreddato. Niente di nuovo, considerato gli sbalzi metereologici di un tempo in crisi mestruale e soprattutto il mio fisico da lanciatore di coriandoli. Se non ché in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti degli untori: oggi in pubblico sarebbe anche tollerata una sonora scoreggia, ma se ti azzardi a starnutire rischi l’ira funesta dei profughi non vaccinati o come minimo la lapidazione. Non si starà esagerando? Mica il Covid ha debellato qualsiasi altro germe sulla faccia della terra!

Presto quindi, fatti un tampone, che poi non so voi, ma piuttosto che continuare a farmi stuprare le froge preferirei andare a piedi nudi sui braceri ardenti, come danzatori bulgari o tutt’al più con candelabri in testa, come le balinesi nei giorni di festa. Per la cronaca ovviamente sono negativo, ma mai quanto un furbo contrabbandiere macedone.

D’altra parte sono sempre contento quando riesco ad essere utile a qualcuno. Non indosso occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero, ma che c’è di più soddisfacente che aiutare una giovane fanciulla a trovare la sua strada per superare le sue paure e le sue ipocondrie? Anche se, da vecchio lettore di Tex, più di ogni altra cosa mi sarebbe piaciuto dei pellerossa americani riuscire a cantare le gesta di squaw pelle di luna, ma evidentemente non avevo la Luna e Urano nel Leone. Anche perché sono del Sagittario.

Quindi, in attesa che mi passi il raffreddore e possa tornare a frequentare gli altri senza passare per appestato, passerò il week end su una spiaggia solitaria e pazienza se sulla sabbia ci sarà un caldo tropicale. Tutt’al più con un grido coprirò le distanze, per far sì che l’aria delle cose diventi irreale e così cercheremo l’alba dentro l’imbrunire.

P.S. Ho già scritto qui (https://viaggiermeneutici.com/2015/01/06/ricordando-il-caro-estinto/) quanto sia fastidiosa questa moda di incensare qualcuno dopo la sua dipartita, molto di più di quando era fra noi. Ma evidentemente non si sfugge e anche il grande Battiato non ha fatto eccezione: sono certo che si starà facendo grasse risate al riguardo. E magari apprezzerà anche questo piccolo omaggio. Per me lui sarà sempre l’estate del 1981, la spiaggia del lido delle sirene, la colonna sonora dell’estate dei miei 15 anni.

Resto umile

Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali con tribune elettorali

Ho avuto la conferma che c’è gente che pensa seriamente che alzare la voce sia risolutivo nelle discussioni. E poi ho constatato che qualcuno si angoscia, si incazza, perde la pazienza per questioni che hanno la stessa consistenza del pane carasau. Poi ce ne sono alcuni che pensano che assumendo un’aria truce ed arrogante riescano a farsi rispettare. Ed alcuni che gli vanno dietro come cagnolini scondinzolanti, sperando di raccogliere le briciole dalla loro tavola imbandita.

C’è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero

C’è gente che ne fa una questione di principio. E alcuni persino ci perdono la salute. Alcuni bevono birra analcolica e fanno la carbonara con la pancetta invece del guanciale. Alcuni giudicano gli altri dal passato, piuttosto che dal congiuntivo e poi c’è gente che si scandalizza se vede due uomini che si baciano, mentre due uomini che si picchiano non gli fanno né caldo, né freddo. Alcuni hanno paura dell’invasione degli stranieri, ma hanno la badante rumena a casa con mamma, l’idraulico moldavo tanto bravo senza fattura, comprano la frutta dal bangladino e vanno a cena nei ristoranti cinesi.

Quante squallide figure che attraversano il paese 
com’è misera la vita negli abusi di potere

Ci sono persone che hanno una fortuna smisurata, vivono accanto a bellezze senza prezzo, ce le hanno sotto agli occhi ma non solo non riescono ad apprezzarle, forse nemmeno le vedono. Alcuni sono seriamente convinti che i soldi siano la cosa più importante, altri pensano che comandare sia meglio che fottere e poi ci sono persone che proprio non ce la fanno a volersi bene, ci provano eh, ma non ce la fanno. E quindi come potrebbero voler del bene a chi gli sta intorno?

Uh com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore
in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore
Ho sentito degli spari in una via del centro 
quante stupide galline che si azzuffano per niente

E insomma ragazzi, io resto umile. Ma ammettiamolo, è veramente complicato. Resto umile, ma alzo bandiera bianca.