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Togliete i libri alle donne!

Togliete i libri alle donne e ricominceranno a fare figli. Figli che da grandi sentiranno il bisogno irresistibile di invadere la Polonia.

Togliete i libri alle donne e ricominceranno a fare figli. Cioè, volete dirmi che per anni il mio miglior passatempo è stato un anticoncezionale?

Togliete i libri alle donne e ricominceranno a fare figli. Non sapevo di avere una cognata analfabeta (questa la capiscono solo parenti e amici più stretti)

Toliete i libbri alle donne e rincomincieranno ha fare figli. Parità dei diritti.

Togliete i libri alle donne. Daje amo’ basta legge che dovemo annà a fa lo spot della vodafone

Togliete i libri alle donne. Troveranno affascinanti i vostri baffi e avranno un sacco di Amici

Togliete i libri alle donne. Sarà più facile che vi trovino somiglianti ad Al Pacino.

Togliete i libri alle donne. E’ ormai provato che per fare il ministro dell’Istruzione non servono.

Togliete i libri alle donne. Continueranno a non darvela, ma almeno spegneranno l’abajour.

Togliete i libri alle donne. Ma anche quelli di ricette? Dai, quelli di ricette lasciamoglieli!

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Gianni e il senso della neve

Noi romani siamo persone aperte al cambiamento, ma sappiamo ancora stupirci: nel giro di una settimana siamo passati da “Oddio la nave” a “odio, la neve”. Certo, ora ci dicono che avremo una grave carenza di gas. E va be’, che sarà mai? Vorrà dire che il nostro amato sindaco emanerà un’altra ordinanza in cui ci dirà che non è più vietato scoreggiare in ascensore.  E dopo “marciare per non marcire” lo slogan sarà

Avete visto quant’è bravo con una pala in mano? Del resto uno che per anni ha avuto la mano a paletta, mica può essersi scordato tutto. E poi quella storia di girare con le catene…eh, quanti ricordi! Poi, per stemperare un po’ il clima rigido ha raccontato quella dei negri e dei pneumatici, suscitando l’ilarità irrefrenabili di tutti i fascistoni i suoi assistenti.

Effettivamente bisogna anche capirlo. Che a Roma Nord nevicasse così tanto potevamo pure aspettarcelo ed eravamo preparati. Quello che ci ha colto di sorpresa è stata la nevicata a Roma Sud. Ma come, ma a sud non fa caldo? Ha chiesto il povero Gianni ai suoi più stretti camerati, collaboratori. Così ha scritto di suo pugno un ordinanza, in cui dispone, fino a nuovo ordine (o era Ordine Nuovo…va be’ non stiamo a puntalizzare) la “chiusura di tutte le squole e gli ufici pubblichi”. Che uomo, che tempra!

Spezzeremo le reni alla neve! Marciare (con i Moon Boot) per non marcire! Gli hanno detto che l’ottimismo è il sale della vita e lui subito lì a buttare il sale da cucina dal balcone. Quel balcone che poi a lui piaceva tanto da bambino. Perché quando c’era lui, cari miei, le nevicate arrivavano in orario, altre che storie!

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La barricata fa miracoli

E allora mi fa “vogliamo andare a Pompei?” “Pompei? Ma è passato?” “Be’ sì, ci sono le rovine del passato”. Ah! E io che pensavo fosse passato remoto. Prima persona.

Io invece ho una proposta per te, però prima di tutto devo farti questa domanda per vedere se hai capito: qual è quell’animale che ha quattro gambe, vive in periferia e non mangia, ma divora.

Dunque, quattro gambe…ma è maschio o femmina?

Penso di sì.

E’ morto?

Chi?

Lui, oppure lei

A volte.

Va be’ mi arrendo.

E’ perché tu pensi che siamo amici perché sei ricco, hai una Ferrari, un superattico ai parioli e guadagni 10 mila euro al mese. Ma ti sbagli, invece. Sarei amico tuo anche se ne guadagnassi 90 mila.

Questo è molto consolatorio per me. Sai ho problemi, soffro di alitosi.

A sì, pensa se non me l’avessi detto, parlando con te al telefono non me ne sarei mai accorto.

Ma cosa ci fa qui questa libreria?

Ah, ora ti riconosco…mi stai prendendo in giro! Pensi che io sia stupido? La libreria non sta facendo proprio niente.

Forse ti sbagli.

Su cosa mi sbaglio? Sul fatto che la libreria sta facendo qualcosa?

No, sul fatto che non sei stupido.

Comunque, tu inventa una storia credibile ed io farò finta di crederci.

Una volta, ero in Africa, appena svegliato sparai ad un elefante in pigiama. Però non ho mai capito perché a mezzo giorno quello avesse ancora il pigiama.

Va bene, ho capito, è un segreto. Tieni, prendi questi cento euro e non dirlo a nessuno. Anzi, sono troppi, ridammeli e puoi dirlo a chi vuoi.

E’ la storia della mia vita. C’è sempre uno che ama la ragazza che mi piace e lei ama lui. Il fatto che da quando l’ho vista non resisto, non ce la faccio,non riesco a pensare ad altro che a lei. Vorrei solo avere una possibilità, solo un momento da soli io e lei. E la luna. E allora, la prenderei fra le braccia. La stringerei forte. E le direi….”Mi scusi signora, non è che mi laverebbe la canottiera?”

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E venne il giorno

E poi venne quel giorno.

Il giorno in cui tutto era diverso. Quel giorno di novembre quando le formiche cominciarono un po’ ad alterarsi. Con quel caldo che faceva loro continuavano a sgobbare, facendosi un notevole fondoschiena, mentre quelle donnine allegre delle cicale continuavano a cantare a squarciagola, neanche fosse piena estate. Eh che cazzo Lafontaine! Ma mica vale così! A questo punto, noi avremmo dovuto starcene tranquille a bere e a trombare al calduccio dei nostri formicai e quelle peripatetiche delle cicale avrebbero dovuto essere già belle che schiattate…allora? Dobbiamo scioperare anche noi? Dobbiamo scendere in piazza? Bloccare la città come fossimo blechebloc? Guarda che non ci mettiamo niente, eh! Tanto il passamontagna nero neanche ci serve! Scesero in piazza miliardi di formiche, secondo la questura però erano centinaia di milioni.

A quel punto davvero qualcosa sembrava diverso. Ma era una sensazione sbagliata. Non c’era qualcosa di diverso. Era tutto completamente diverso. Gli uomini che avevano ordinato le guerre, si decisero ad ordinare delle pizze. Di vari gusti e le inviarono ai quattro angoli del mondo conosciuto, sfamando più di cinque miliardi di persone. Ad un certo punto la birra cominciò a scarseggiare e i più sfortunati finirono la pizza con la gazzosa. Ma tutti erano abbastanza contenti lo stesso. I poveri diventarono ricchi e i ricchi diventarono poveri. E tutti quanti insieme cominciarono a cantare “Che confusione, sarà perché ti amo”.

I politici smisero di rubare e i ladri smisero di fare politica. Perfino Berlusconi sembrava una brava persona: non raccontava barzellette, non faceva cucù e non si tingeva i capelli. Canticchiando “ho visto la mia fine sul tuo viso”, decise di ritirarsi su un’isoletta del pacifico, non prima di aver dichiarato il proprio amore per una culona inchiavabile. Era veramente tutto diverso. Tutti sembravano più simpatici. Persino i romanisti.

E pure la signorina Rottermeier smise per un po’ di sfracassare i minchioni alla povera Heidi, anzi, decise di accettare le advances del nonno della bambina ed insieme fuggirono per una notte d’amore in un romantico alberghetto alla periferia di Alassio. I bambini cominciarono ad insegnare ai grandi come si fa a giocare. Ma non alla play station, se no che diverso era? I bambini insegnarono ai grandi a giocare a nascondino, a chiapparella e quelli più arditi provarono anche a spiegare i rudimenti del subbuteo. Con alterne fortune però.

Alcune fanciulle, a detta di molti un po’ bruttarelle, trovarono marito. Più che bruttarelle, per la precisione l’espressione usata per definirle fu “brutte come un rutto d’oca”. Ad usarla fu un uomo di colore, che parlava con un forte accento pisano. Fra le pagine chiare e le pagine scure l’uomo cercava in tutti i modi di comprare vere borse di Fendy da impellicciate signore di mezza età, che però non volevano darle via. Le borse, che avevate capito? Non ne volevano sapere, finché lui tirò fuori uno scudo. Non quello spaziale di Goldrake, no! Un’autentica banconota da cinquemilalire e con quello si portò a casa tutto.

I ciechi vedevano e i sordi sentivano, i muti intonavano canti tirolesi e qualcuno giurò di aver visto anche una partita fra arbitri e guardalinee, dove i tifosi avversari, invece di insultarsi da una curva all’altra cominciarono una gigantesca partita a nomicosecittà. A scuola era obbligatorio iniziare le lezioni cantando tutti insieme Stand by me. I vecchi smisero di morire. E questo forse fu l’aspetto più bello.

Venne quel giorno e tutti lo ricordammo a lungo. Quello fu il problema, lo ricordammo e allora non ci insegnò nulla. Perché invece di ricordare il passato sarebbe meglio inseguire il futuro. Un futuro in cui davvero tutto potrebbe essere diverso.

Quando scende la notte e la terra è scura
E la Luna è l’unica luce che vedremo
No, non avrò paura, io non avrò paura
Almeno finché tu stai, tu stai qui accanto a me

Allora tesoro, tesoro stai accanto a me, oh stai accanto a me
Oh stai, stai accanto a me, stai accanto a me

Se il cielo che guardiamo lassù, dovesse cadere e precipitare
O se le montagne dovessero sbriciolarsi nel mare
Io non piangerò, io non piangerò, no, non spargerò una lacrima,
Almeno finché tu stai, tu stai accanto a me

E tesoro, tesoro, stai accanto a me, oh stai accanto a me
Oh stai adesso, stai accanto a me, stai accanto a me

E tesoro, tesoro, stai accanto a me, oh stai accanto a me