Tanti auguri Brò

Lo scorrere del tempo è un’esperienza personale, che però diventa sempre più evidente nel confronto con gli altri. Detta in altri termini, il modo in cui il tempo scorre sugli altri è sempre più chiaro rispetto a quanto succeda a noi stessi: banalmente forse è perché noi abbiamo molto più tempo per abituarci ai cambiamenti, avendo la nostra immagine davanti agli occhi ogni giorno. Rivedere qualcuno dopo un po’ di tempo invece ce lo fa subito confrontare con la sua ultima immagine, magari di qualche mese o addirittura anno precedente e così il cambiamento è più evidente.

Ma prescindendo dall’immagine, lo scorrere del tempo risulta inesorabile per noi in rapporto agli altri anche in senso astratto. Mi rendo conto in maniera chiara della mia età non tanto se ragiono sui miei 53 anni (Quanti sono 53? Che significato hanno? Quanti sono rispetto a 43 o 63?), quanto se penso che mio figlio sta preparando la maturità: quel frugoletto guanciottone che non voleva dormire da solo fra un po’ andrà all’Università. Questo è davvero significativo. Questo mi dà il senso dei miei anni, molto più di quanti ne abbiano di per sè.

Tutto questo preambolo per dire che oggi il mio migliore amico compie 50 anni. E questa cosa davvero mi sciocca e mi meraviglia, come se fosse una cosa senza senso. Perché lui, molto più dei miei figli, è sempre stato piccolo. Sì, lo so che è cresciuto, lavora, ha 4 figli, ma comunque davvero non può avere 50 anni! Lui c’è sempre stato e sempre ci sarà, di poche altre cose sono così certo. Siamo molto diversi, eppure siamo molto simili. Camminiamo allo stesso modo e poi abbiamo la stessa taglia. Ma le somiglianze più importanti, nelle differenze, sono altre. Perché di fondo l’assonanza fra noi risulta evidente forse proprio nelle differenze.

D’altra parte il fatto di avere lo stesso patrimonio genetico può avere avuto una qualche influenza. Se ci pensate è buffa questa cosa: non la persona che amate, non vostro padre, vostra madre, i vostri figli. Solamente con i fratelli abbiamo un patrimonio genetico identico. Che poi questo non significa automaticamente andare d’accordo. Senza arrivare a Caino e Abele, conosco fratelli che conducono vite totalmente distanti e anzi, un minimo di sentimento reciproco, riesce a rimanere vivo proprio nella lontananza. Noi no. Noi siamo sempre stati vicini, non solo fisicamente. Per me è un punto di riferimento, come l’ago della bussola: in ogni situazione so che lui c’è. Tanti auguri brò. Comunque, potrai pure compiere 50 anni…resterai sempre il mio fratellino!

A volte essere un fratello è ancora meglio che essere un supereroe” (M. Brown)

Posso uccidere il Ciciarampa

Ci hanno sempre insegnato che conoscere i propri limiti è una forma di saggezza. Ma anche non conoscerli. Come già scrivevo altrove, il calabrone non sa che in teoria, per le leggi della fisica e per la sua conformazione, non dovrebbe essere in grado di volare. Non lo sa e quindi vola e se ne frega del fatto di essere un ciccione con le alette troppo piccole.

Spesse volte il limite che ci poniamo è direttamente proporzionale alla fiducia che abbiamo in noi stessi. Bisogna crederci. Oppure bisogna avere qualcuno che ci creda per primo e ci convinca a fare poi altrettanto.

A volte invece non è un discorso di fiducia, ma semplicemente di avere la possibilità di fare qualcosa che fino a quel momento non avevamo fatto. La possibilità è la condizione. Se ti capita di averla e la sfrutti, ti ritrovi magari a dire, “be’, tutto qui?

Altre volte è una questione di voglia. Il dire (o solamente il pensare) di non essere capace di fare qualcosa è la maschera migliore della pura e semplice pigrizia.

Ci sono poi situazioni in cui il limite è oggettivo. Sta lì, di fronte a noi, a volte sopra di noi, come un enorme nuvola viola. Allora dobbiamo cambiare le condizioni, le regole, lo scenario. Dobbiamo far entrare in gioco un vento nuovo, che faccia sì che la nuvola voli via e lasci spazio al cielo azzurro. Per questo ogni stratagemma è lecito. E se da soli non ci riusciamo, allora chiamiamo i nostri amici e invitiamoli a soffiare, come si fa per le candeline sulla torta il giorno del compleanno. Soffiamo tutti insieme, scacciamo via la nuvola, spegniamo le candeline, uccidiamo il Ciciarampa e cantiamo tanti auguri a te.

“Sai Alice, ci sono sei cose impossibili: c’è una pozione che ti fa rimpicciolire, una torta che ti fa ingrandire, gli animali parlano, i gatti evaporano. Esiste un Paese delle Meraviglie. Posso uccidere il Ciciarampa.”