Santi, Poeti, Navigatori

Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste

Ma sì, dai in fondo ce la faremo anche stavolta. Nonostante un governo che non c’è, ma in fondo il Belgio sono anni che non ha un governo.

E sì, ce la faremo, nonostante Berlusconi. In fondo perché no, ce l’ha fatta  l’America con Nixon, Reagan e George Bush J.

Ce la faremo, nonostante  la mafia e la camorra. In fondo il Giappone c’ha la Yakuza.

Dai su ce la faremo, nonostante i giovani non trovano lavoro, ma anche all’estero mica è facile. In fondo si lamentano persino in Germania.

Ce la dobbiamo fare, anche se le adolescenti si prostituiscono e le madri, invece di vigilare, danno consigli e i padri invece di dare ceffoni danno i cellulari (alle amiche delle figlie). Ma perché in Francia non sono stati travolti da scandali sessuali e in Inghilterra non c’è la più alta percentuale di baby mamme?

Ce la faremo

Nonostante Paolini

Ecco

Paolini

Cazzo, Paolini ce l’abbiamo solo noi.

Paolini. Il disturbatore distributore di profilattici anti pedofilia che girava film pedopornografici. La metafora più azzeccata di questo Paese che sta sprofondando fra il ridicolo e il tragico. Perché come diceva Flaiano, da noi la situazione è sempre grave. Mai seria

E se fosse solo una scommessa?

E se in realtà fosse solo il frutto di una scommessa?

Un po’ come in una di quelle commedie iperboliche di Hollywood in cui due sfaccendati ed annoiati ricconi scommettono fra di loro una cosa assurda, per vedere poi di nascosto l’effetto che fa. La scommessa potrebbe essere, “vediamo fino a che punto mi danno retta”.

Allora, li prendo tutti per il culo per vent’anni, sparo minchiate a rotta di collo, prometto la rava e la fava,  me la prendo con nemici immaginari, corrompo giudici, politici, giornalisti, finanzieri e quelli che non riesco a comprarmi li faccio attaccare dai miei maggiordomi. Mi compro tre televisioni e comincio a trasmettere programmi di merda in cui illustri sconosciuti senza alcun talento, né capacità possono diventare ricchi e famosi. Mi compro dei giornali e ogni giorno gli faccio vomitare merda su quelli che sono contro di me. Poi mi compro una squadra di calcio e gli faccio vincere tutto quello che c’è da vincere. Panem et circenses, lo dicevano anche i latini.

Vado al governo e faccio diventare ministro il mio cavallo. Ah, già l’ha fatto qualcuno? Peccato, poteva essere una bella idea. Va be’, allora faccio diventare ministri nani, ballerine e mignotte. Poi organizzo orge con minorenni, prendo per il culo i politici esteri, stringo amicizia con gli ultimi dittatori rimasti, se c’è una foto di gruppo mi metto dietro e faccio le corna, sparo battute fuori luogo e mi dichiaro perseguitato dagli avversari. Guarda, sai che ti dico? A un certo punto mi paragono agli ebrei nei lager.

Ma vuoi scommettere che sono talmente coglioni che continuano a darmi retta?

Dai, se vinco il caffé, me lo paghi tu, se no pago io.

Alla fiera del senato

“Alla fiera der Tufello, pe’ du scudi,

er papata la madre scippò.”

(Latte e i suoi derivati)

Alla fiera del Senato, con due euri, il Berlusca un senatore comprò.

E venne Cicchitto, col cappuccetto, alla P2, Berlusca segnò. Alla fiera del Senato, con due euri, il Berlusca un massone comprò.

E poi venne Gasparri che firmò leggi, che neanche aveva letto, per fare un favore, caposenatore il Berlusca nominò. Alla fiera del Senato, con due euri, il Berlusca un fascio sdoganò.

E poi venne Brunetta, col capoccione, gran rompicojone, un poco ristretto, divenne ministro perché il Berlusca lo aiutò. Alla fiera del Senato, con due euri, il Berlusca un nanetto esaltò.

E poi Sallusti e Feltri, che tipi loschi, Liguori e Porro, un vero tamarro, Giordano e Capezzone, che belle perle, ma sai quante sberle che gli darei. Alla fiera dei giornalai, per due euri, il berlusca tanti maggiordomi comprò.

Poi c’era la Santanché, e la Gelmini, Ruby e la Minetti e altre donne rette, che poi erano mi…otte, ma lui non lo sapeva, faceva regali a tutte loro, perché il Belusca c’ha il cuore d’oro. Alla fiera dell’Ardcore, con due euri, il Berlusca un’igenista mentale comprò.

E poi venne Angelino, che bel faccino, doveva essere l’erede, ma poi lo tradì. Alla fiera del Senato, per due euri il Berlusca il suo Bruto trovò.

Lo tradirono tutti, ma quanto erano brutti, e il Berlusca solo soletto non ne poteva più. Alla fiera del Senato, alla fine, al Berlusca, rimase solo…Lulù

Poro nonno

Guardiamola da un altro punto di vista…

Ma se voi aveste un nonno che si tinge i capelli, si mette i tacchi, corre appresso alle ragazzine, fa battute volgari in contesti ufficiali, vede nemici ovunque, stravolge il senso della realtà…ma non vi vergognereste? Non cerchereste di fare l’occhiolino ai vostri interlocutori per fargli capire garbatamente le condizioni del “poro nonno”, come si dice a Roma? “Eh poro nonno, quando era giovane quante ne ha combinate…” E non pensereste seriamente di farlo vedere, da qualcuno bravo o al limite di metterlo in una struttura adeguata dove potrebbero seguirlo, accudirlo a dovere?

Perché non vergognarsi? Perché invece continuare a frequentarlo? Perché andare da lui a pranzo tutte le domeniche? Per pietà, forse? In ricordo dei tempi andati, di quando ancora ci si poteva ragionare? O forse perché è ricco? Forse perché sotto banco vi passa qualche euro. E cinque oggi, dieci domani. Cento la prossima settimana. Tanto con la testa non ci sta più… “nonno, mi presti il bancomat così vedo quanti soldi hai in banca?” e così la visita dal nonno serve ad arrotondare la paghetta. E in questo modo cresce la corte di ruffiani, leccaculo, nani e ballerini. Perché loro gli vogliono bene, poro nonno, tanto ‘na brava persona…quando il cielo se lo riprenderà vedrete come parleranno bene di lui…già se lo rimpiangono, poro nonno, quante battute, che risate che ci faceva fare!

Ma la vergogna? C’è ancora qualcuno che si vergogna in questo paese?