Non esiste alternativa

Come si fa a non far rimpiangere chi ci ha preceduti? Bisogna rinnovare, mantenendo quel che è stato, bisogna togliere e aggiungere, ricomprendere facendo un passo avanti. Siamo nani sulle spalle dei giganti, ma proprio perché siamo sulle loro spalle possiamo diventare più alti di loro.

Non è facile, non tutti ci riescono. Ad esempio, la povera Letizia, potrà mai superare le minchiate di Gallera? Qualcuno dubita che potrà arrivare alle sue vette, ma io dico che ce la può fare. Diamole tempo e vedrete che ci darà tante soddisfazioni….

P.S. Lo spettacolo indecoroso di un governo sopraffatto da un compito più grande di lui, che va cercando voti a destra e sinistra come quando giravamo per le strade a chiedere i soldi per la gita dei 100 giorni. Un’alleanza con un partito che esprime il populismo più becero, nato sulla balzana idea che le competenze non servano (uno vale uno è un principio che non è accettabile neanche a calcetto il giovedì sera) che è destinato a scomparire e ad essere ricordato come una cosa bizzarra, il frutto di una sbornia collettiva. La prospettiva di far continuare a gestire un’emergenza terribile ed insieme una massa imponente di risorse, tale da poter risollevare il Paese, ad una classe dirigente non all’altezza. Tutto vero, tutto giusto, non possiamo dormire sogni tranquilli. Ma non dimentichiamoci mai, mai, mai, mai, mai di quale sarebbe l’alternativa. Di chi rappresenta l’alternativa. Dei danni irreparabili che sarebbero in grado di fare gli emuli dei nazisti dell’Illinois de noantri.

Razzista a chi?

Chi frequenta da un po’ questo luogo virtuale sa come la penso riguardo le differenze razziali e soprattutto riguardo chi si lascia condizionare dal colore della pelle o dal credo religioso di qualcuno. Per chi fosse capitato qui per caso, lascio parlare il mio amico Jake

Odio i pregiudizi e ho una bassissima considerazione di chi si lascia condizionare da idee preconcette, da paure insensate o da valutazioni aprioristiche che non tengono conto della effettiva realtà di chi ci sta di fronte.

Premessa necessaria per spiegare come mi sono sentito ieri sera quando, parlando con l’Amministratore di condominio, sono venuto a sapere chi verrà ad abitare nel piano sotto a noi, nell’appartamento lasciato vuoto dopo la dipartita di una coppia di simpatici vecchietti. Domenica pomeriggio avevamo visto una ditta di traslochi che aveva appoggiato nell’androne dei materassi: qualcuno diceva quindici, altri venti, ma insomma una quantità davvero insolita. L’appartamento, affittato da una ditta edile il cui responsabile è il nipote dei precedenti proprietari, verrà abitato da otto (qualcuno dice dieci) operai egiziani, che lavorano appunto in questa ditta.

Mentre assimilavo questa informazione gli altri condomini urlavano allo scandalo, minacciavano ricorsi ai vigili, alla guardia di finanza ai Power Ranger ed io ho cominciato ad immaginare i prossimi mesi, l’odore di spezie che dalla loro cucina fluttuerà per le scale, l’aroma di cumino che pervaderà l’androne e stazionerà nell’ascensore, i canti e le feste notturne durante il Ramadan, mia figlia che torna a casa in tarda notte vestita come si vestono le belle fanciulle ventenni e quindi mi sono ricordato quello che diceva Bergonzoni. Non mi fa tanto paura il razzismo in sé, quanto il razzismo in me.