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Romko e le stelle

L’oroscopo si sa, dice solo delle grandissime minchiate, non sempre dice la verità. Personalmente avrei meno problemi a credere ai Teletubbies che fanno un pronostico sulle corse dei cavalli rispetto a quello che dice l’oroscopo. Però, c’è un però. Preferireste cominciare la giornata leggendo qualcuno che vi preannuncia attacchi di colite e qualche altra sfiga o qualcuno che vi dice che Marylin Monroe rincarnata suonerà alla vostra porta per annunciarvi che avete vinto 6 miliardi alla lotteria? Risposta esatta. Per questo noi leggiamo l’oroscopo. Perché sotto sotto speriamo sempre in una pacca su una spalla, in un incoraggiamento: sarà anche vero che quella stronza non chiama o che il mutuo aumenta. E’ vero che oggi è lunedì, che il capo in ufficio rompe, però almeno l’oroscopo mi ha detto che sarà una giornata fantastica! Vuoi mettere? Per questo io sono fermamente convinto nel valore e nell’importanza degli oroscopi. Solo quelli che prevedono cose belle ovviamente.

E’ con questa doverosa premessa che vi presento il primo (e penso unico) oroscopo di Romko e le stelle. Un autentico concentrato di minchiate tentativo di carpire i segreti delle stelle, che senza dubbio vi farà svoltare positivamente la giornata. Sicuramente meglio del pestare una merda di cane.

Ariete. In realtà a voi capiterà proprio di pestare una merda, ma questo vi farà alzare il piede, evitando di un soffio il motociclista ubriaco che altrimenti vi avrebbe preso come un birillo. Per quanto riguarda la salute, avete presente quel reflusso esofageo che vi tormentava da anni? Prima di dormire bevete una bottiglia di porto e vedrete che il reflusso sparirà come neve al sole. Ripetete ogni sera e nel giro di pochi giorni neanche saprete più scrivere correttamente “lansoprazolo”.

Toro. Qualcuno suonerà alla vostra porta: siete tori, ma non prendetelo a testate subito! Magari non è un testimone di Geova. Forse vuole offrirvi un contratto in esclusiva per pubblicare le vostre memorie, vendendo poi i diritti alla BBC per farne un telefilm in 12 puntate con sottotitoli in norvegese. Effettivamente è difficile, ma potrebbe anche succedere.

Gemelli. Vi sentite alla grande. State così bene che quasi quasi vi andrebbe di iscrivervi alla prossima maratona di New York, ma non volete fare troppo gli sboroni. Così opterete per un gita al parco. Magari senza monopattino, per non sfidare la sorte che per ora vi sorride. In amore mirate ai pesci. Doppi voi, doppi loro non soffrirete di solitudine.

Cancro. Avete un segno che ogni volta che lo nominate c’è qualcuno che tocca ferro, però in compenso quella cervicale che vi tormenta da mesi scomparirà nel giro di 6 ore. Sareste in grado di fare un doppio salto mortale carpiato all’indietro se solo ne avreste voglia. Però siccome siete persone modeste vi accontentate di addormentarvi sul divano senza poi lamentavi del mal di schiena.

Leone. Scoppiate di salute, oserei dire che vi sentite come leoni (e be’ certo, che altro se no?). Potete esagerare con il cibo: cosciotti di cinghiale, bistecche di cervo, filetto di gnu. Se vi rimane qualcosa sullo stomaco fatevi prestare il Lansoprazolo dall’ariete, tanto lui ha risolto in altro modo.

Vergine. Sul serio? Va be’, dai ancora per poco. Sta arrivando l’occasione della vita: il principe azzurro, la bella addormentata, Biancaneve, Alice guarda i gatti, Romeo il mejo gatto del Colosseo, chivepareavoi. Insomma, arriverà, è già lì. Che aspettate? Aprite la porta! E lasciate fuori i nani. Magari in giardino.

Bilancia. Avete uno stato di forma perfetto, molto bilanciato (non so se avete colto…). Per le vacanze sui vostri due piatti ci sono un mese in un resort alle Maldive e un mese in affitto a Milano marittima. Avete già un’idea di fondo, ma amate ragionare sulle cose per fare delle scelte ponderate, valutando i pro e i contro. Consultate le previsioni del tempo e poi sceglierete per il meglio.

Scorpione. Siete nati a novembre, sotto un segno che è brutto quasi quanto il cancro, effettivamente come potreste sentivi? E invece no! Ancora vi chiedete perché invece dello scorpione non l’hanno chiamato, che so, ippopotamo, oppure giraffa, però la vita vi sorride lo stesso. Vi faranno una multa per divieto di sosta, ma alla fine con due smancerie e un caffè convincerete la vigilessa a togliervela e magari ci scappa pure un invito a cena galante. Visto mai!

Sagittario. Andate al galoppo verso nuovi traguardi, saltando ostacoli e superando gli avversari come fosse il palio di Siena. Del resto siete mezzi uomini e mezzi cavalli, chi sta meglio di voi? Date una bella lucidata alla coda, rifate gli zoccoli e andate a bussare alla porta della vergine. Magari sul serio vi scambia per il cavallo azzurro!

Capricorno. Vi aspetta un periodo di forma smagliante. Comprate Gratta&Vinci, giocate al Lotto, fate la schedina, sfidate a braccio di ferro il Ciciarampa, spezzerete le reni alla Grecia. Insomma, vincerete qualsiasi gioco in cui proverete a cimentarvi. Tanto per cominciare potreste farvi un’accanita con il vicino di casa a forbici, sasso e carta. Ma sinceratevi prima che non sia del vostre stesso segno!

Aquario. A furia di bere acqua e fare plin plin il vostro organismo è un mix di Del Piero e la Chiabotto. Iscrivetevi in palestra, farete faville. E magari troverete anche un bel pesce pulitore disposto a pulire le alghe che si formano qua e là sulle pareti che diciamola tutta, fanno anche un po’ schifo.

Pesci. Siete sani come un pesce (ah ah, buona questa). Però voi siete almeno due, quindi esagerate di salute, fossi in voi ne approfitterei per buttarmi su una fritturina. Di paranza ovviamente. Benché dentro un acquario potreste trovarvi bene, dopo un po’ il vostro spirito vuole nuotare libero, risalendo le correnti. Vi aspetta un incontro con l’anima gemella, magari dei gemelli, così in quattro mal che vada potreste sempre favi un bel tresette.

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Volevo solo rincorrere i miei sogni

E’ passato un anno…chissà se stai ancora rincorrendo i tuoi sogni. Tu che mi hai fatto sognare forse più di qualsiasi altro, magari finalmente avrai sognato te stesso. E avrai capito che sotto tutti quei travestimenti non eri poi così male. Nanonano amico mio sconosciuto!

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Sognavo di essere un alieno. Che arriva sulla terra e ogni giorno scopre cose nuove. Ogni cosa è fonte di meraviglia, anche il banale, anche il quotidiano. Ogni cosa è stupore, è incanto. Vivere l’entusiasmo per trovare  l’entusiasmo di vivere.

Per questo poi ho sognato di essere un dj. Per dare voce a chiunque, per poter dire quello che mi pare, in faccia ai potenti e ai superbi. Gridare ogni giorno la mia passione, il non arrendersi, il comico e il tragico. La vita!

Quindi ho sognato di essere un professore. Non per salire in cattedra, anzi piuttosto per salire sui banchi, per spiegare agli altri la necessità di cambiare punto di vista. Non avrei avuto nulla da insegnare, perché le cose bisogna impararle da sé. Per questo non avrei voluto aule, ma prati verdi, spazi aperti, per rincorre i sogni e succhiare la vita fino al midollo.

Nel massimo…

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Il sesso, l’amore e la politica. Ecco a voi il test minchionestivo!

Simpatico come la sabbia nelle lenzuola, improbabile come un comico che si butta in poltica, atteso come la metro B a Roma, sincero come una cena elegante ad Arcore, sagace come un’intervista del premier in inglese, raffinato come un pezzo di cicoria nei denti, puntuale come le repliche di Montalbano in Tv, a grande richiesta, come ogni estate torna su questi lidi il test minchione.

Fare test d’estate è un po’ come leggere l’oroscopo. Sai che sono tutte minchiate, ma sei comunque irresistibilmente attratto a leggere, visto mai che poi ci azzecca? Invece no, peggio delle previsioni del tempo, il test estivo, come l’oroscopo, sta tranquillo che dirà sempre fischi per fiaschi. Che aspetti dunque? Cimentati in questo minchionissimo test sessualpolitico: in una botta sola ti rileverà, senza alcun dubbio, come la pensi sull’amore, sul sesso e sulla politica. Tre al prezzo di uno, venghino signori venghino!

1 – In amore chi la dura la vince. A) No, non chi l’ha duro, leggi bene! B) No vince chi scappa C) No, di solito vince chi viene.

2 – Secondo te la politica A) Serve a formare i nostri rappresentanti che verranno eletti per ricercare il bene comune B) Non lo so, ma voglio quello che ha fumato quello che ha votato A. C) E’ bella, ma non ci vivrei

3 – Fare sesso è come andare in bicicletta. A) Però si impara subito a farlo senza rotelle B) Però qui si diverte anche la bicicletta C) Però si suda di meno e ti viene meno sete

4 – Dio è morto, Marx è morto e… A) Bel tempo si spera. B) E povero anche il cavallo C) Ma no dai, quand’è successo?

5 – L’amore è eterno finché dura. A) No, no! Non finché è duro, ma hai un chiodo fisso? B) Ma se non dura, allora non è amore. Magari era un calesse C) Per questo non mi sposo

6 – Secondo te il Jobs Act. A) No, mi spiace non ho fatto latino a scuola B) E’ la sezione di youporn che preferisco C) Ricorda la corazzata Potiomky

7 – A proposito del sesso orale. A) Hai capito da poco che non è il contrario del sesso scritto B) Non è un buon rimedio contro il tartaro C) Aiuta a socializzare senza fare conversazione

8 – Alla Tv davanti ad un dibattito politico. A) Mi addormento quasi quanto davanti al GP di Formula 1. B) Spero sempre che prima o poi segni qualcuno C) Guardo le notifiche

9 – Il matrimonio. A) E’ il modo più costoso per farsi lavare la biancheria B) E’ il modo più sicuro per sapere chi butterà la mondezza la sera C) E’ la prima causa dei divorzi

10 – Destra o sinistra? A) Destra, perché non amo i tiri mancini. B) Sinistra, perché a destra in fondo c’è sempre il bagno. C) Nel dubbio prendo uno Spritz, con una fetta di limone, grazie!

 

A. Amore libero. Si dice che gli uomini pensano 20 volte al giorno al sesso. Tu no, tu una volta sola. Ma per 18 ore consecutive. Il problema è che prima o poi basta! E’ vero che gli uomini hanno una vita sessuale anche in età avanzata, ma fare sesso dopo gli ottant’anni è un po’ come giocare a golf con una corda. In politica saresti Berlusconi

B. Monogamo. Quando scegli difficilmente cambi idea. Un po’ come i pinguini imperatore. D’accordo, per loro forse è un tantino più semplice, se non altro perché vivono separatamente sei mesi l’anno, ma in fondo è il principio che conta. In effetti avevi anche proposto di adottare questa modalità alla tua dolce metà, che però ti ha colpito con un nodoso randello. In politica il tuo uomo è Renzi

C. Ambivalente. Sei un monogamo che amerebbe l’amore libero, oppure un libertino che sogna una relazione stabile. Insomma sei uno perennemente insoddisfatto. Tutto è cominciato da piccolo, quando ti hanno detto che il coso lì davanti, si chiamava “pene”. Perché non chiamarlo “divertimento”? Un motivo ci doveva pur essere. Questo fatto ha messo dentro di te i semi del dubbio. La tua scelta politica si chiama Grillo.

Non ne avete ancora abbastanza? Allora andate a dare un’occhiata ai test minchioni del passato!

Albero o Presepe?

Che donna sei?

Che uomo sei?

Che amante sei?

Qual è la tua vacanza ideale?

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In Africa ogni mattina quando sorge il sole

In Africa ogni mattina quando sorge il sole, il leone si sveglia perché suona il citofono. Ma perché cazzo suona il citofono se oggi è domenica e sono le sette della mattina? E allora il leone, già che è sveglio, comincia a correre. Ma mai quanto il testimone di Geova che capisce di aver sbagliato citofono.

In Africa ogni mattina quando sorge il sole, il leone si sveglia e mentre si sta sbranando due o tre gazzelle appena catturate arriva un venditore di rose. Amico compra, amico una sola, un euro, compra amico, rose belle. Il leone fa finta di niente, ma quello insiste. Allora prende una rosa e la usa come stuzzicadenti per pulirsi il canino. Offre al venditore di rose un cosciotto di gazzella e finisce che si rollano insieme un bel cannone.

In Africa ogni mattina quando sorge il sole, il leone si sveglia e incontra un vegano. E il vegano gli spiega la rava e la fava del perché e del per come non deve mangiarsi più le gazzelle. Allora il leone che sembra convinto, gli dice “mavaffanculo te e il tofu” però non mangia più la gazzella. Mangia direttamente il vegano.

In Africa ogni mattina quando sorge il sole, il leone si sveglia e incontra uno che fa jogging. E si chiede chi è quel cojone che con quel caldo fa jogging vestito come un rumeno ubriaco, con un sorriso saccente, come se avesse appena avuto una paresi. E allora gli dice “scusa, ma che te ridi? Mo me te magno” e quello, sbuffando come una locomotiva con l’enfisema gli risponde “ma lo sai che a fine mese scade l’abbonamento Rai? Corri anche tu a pagarlo, così non dovrai pagare la sovrattassa prevista“.

In Africa ogni mattina quando sorge il sole, il leone si sveglia e va a prendere la metro. E si domanda come sia possibile che ci siano ascelle che alle 6 e mezzo della mattina già puzzano come lo gnu morto da tre giorni che si è mangiato la sera prima. Mancano solo le mosche, ma forse sono morte anche loro. Dalla puzza.

In Africa ogni mattina quando sorge il sole, il leone si sveglia e va a lavoro. E incontra uno che parla come un cojone, che porta calzoni troppo stretti come cojone, ma che in realtà poi conoscendolo in modo un po’ meno superficiale si scopre essere proprio un gran cojone.

Quindi non importa che tu sia un testimone di Geova o un vegano. Non importa se non ti lavi o se non hai pagato l’abbonamento Rai. Non importa nemmeno se fai jogging o porti pantaloni troppo stretti. L’importante è che poi la sera quando tramonta il sole, in Africa il leone torna a casa e va a dormire con la leonessa. Ma lei si gira dall’altra parte perché “senti che caldo che fa, non hai idea che giornata di inferno che ho avuto, altro che andare girando di qua e di là a divertirti come te. E poi ho un gran mal di testa”. E allora e solo allora comprende la saggezza del detto popolare: la mattina leone, la sera minchione.

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Flegetonte, nun te temo (tanto la prostata non suda)

Fa caldo. Eh sì, fa proprio tanto caldo. Però consoliamoci: almeno il solerte Ministero della Salute, ci fornisce un utilissimo vademecum per affrontarlo al meglio. Dei consigli utili, ma che dico utili, vantaggiosi, ma che dico vantaggiosi, F O N D A M E N T A L I! Come faremmo senza? Come avremmo mai potuto affrontare questa prova sovrumana senza il distillato di saggezza di questi geni del ministero?

Che però come tutti i geni usano termini tecnici, anche un po’ criptici, si dilungano, la prendono un po’ alla larga. Ecco perché ho pensato di sintetizzare queste linee guida in cinque consigli spassionati. E anche un bel po’ minchioni (quindi nulla di originale perché erano già molto minchione anche le linee guida del ministero!)

– fanno 40 gradi all’ombra? Statevene a casa. Inventate scuse: dite che il criceto ha un’unghia incarnita, che vi si è allagato il bidè, che il divano è caduto in depressione e non può stare solo, insomma, fate lavorare la fantasia. Ma soprattutto, se proprio dovete uscire, lasciate perdere la pelliccia di orso e il colbacco di castoro. Io eviterei anche i Moon Boot. Certo, dovesse fare una nevicata improvvisa con i sandali potreste scivolare. Ma io comunque correrei il rischio.

– bevete molto. Sì, va be’ dicono di bere acqua, ma si sa, l’acqua fa venire giù i ponti. Io a quel mezzo litrozzo di birra gelata non ci rinuncio. Poi si suda? E pazienza, su che sarà mai!

– mangiate cibi leggeri. Quindi niente fagioli con le cotiche. E anche la coda alla vaccinara la rimanderei di qualche giorno. Così come le lasagne al forno, soprattutto se il forno è quello della vostra cucina. Tutt’al più, se proprio vi viene fame, buttate giù un altro mezzo litro di birra. Facciamola lavorare ‘sta prostata, che almeno lei non suda.

– volevate spalancare le finestre per fare entrare un bel sole dentro casa? Meglio di no. Evitate. Come dite? Nonostante i consigli ieri sera avete esagerato con i fagioli e ora l’aria della vostra stanza ricorda in maniera puntuale quella di una stalla piena di capre? Pazientate. E soprattutto, ben vi sta! Così imparate a non darmi retta.

– attività fisica. Fatela lo stesso. Ma sì, fregatevane. A una bella partita a calcetto non si rinuncia certo per il caldo. Suderete? E va be’, poi fatevi una doccia (e magari usate anche qualche deodorante eh). Certo se pensavate sul serio di andare a fare jogging alle due di pomeriggio non mi sento di darvi un consiglio: piuttosto vi manderei proprio direttamente affanculo. Tra l’altro, mi viene da pensare che se davvero volete andare a correre, magari dopo pranzo, co’ sto caldo boia che fa, allora sicuramente siete gente strana. Che so magari votate per Salvini. E allora, per carità, andate, anzi, correte!

 

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L’altra notte ho fatto un incubo

Sarà stato il caldo? Avevo mangiato pesante? Non mi ero ancora abituato al materasso nuovo? Chi lo sa. Fatto sta che facevo un sogno, anzi un incubo. Sognavo che diventava sindaco della mia città un uomo onesto. Molto onesto. Ma anche molto antipatico. Antipaticissimo. Stava antipatico anche a sua madre. Cercava di fare le cose giuste, non guardava in faccia nessuno, denunciava tutti i corrotti, i mafiosi, i delinquenti che prosperavano alle spalle dei cittadini. Ma tutto era inutile, perché era così antipatico che stava sul cazzo a tutti.

Ma più di tutti, stava sul cazzo a quelli del suo partito. A quelli che – in teoria – l’avevano messo lì, ma che ora non vedevano l’ora di cacciarlo. E alla fine, a furia di parlare male di lui, ci riuscivano a mandarlo a casa. E qui l’incubo entrava nel vivo. I succhi gastrici martellavano le pareti dello stomaco, il reflusso esofageo organizzava un corso accelerato di salsa e merengue, il duodeno si lanciava in un’imitazione malriuscita di John Travolta.

Arrivavano le elezioni comunali, ovviamente il partito in questione subiva una meritata batosta e così al ballottaggio ci trovavamo da una parte il candidato di un partito di destra, populista, xenofobo, senza democrazia interna. Dall’altra un candidato di Fratelli d’Italia.

Meno male che era solo un incubo. Facciamo ancora in tempo a svegliarci.

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Studiando da supereroi

Va be’, allora non siamo supereroi. Però possiamo studiare per diventarlo. E dunque, che fare? I supereroi hanno superproblemi. Affrontano superdifficoltà, sconfiggono supernemici (mai definitivamente, se no poi finisce), ma in fondo che fanno di particolare?

Sanno. Sanno sempre quello che è giusto e quello che è sbagliato. Sanno quello che bisogna fare, non hanno dubbi. Certo, a volte vacillano anche loro, fanno finta di avere qualche incertezza, ma poi all’episodio successivo tutto si appiana. Noi potremmo cominciare a prendere qualche ripetizione. Chi sa di non sapere è già a buon punto.

Riescono. Magari ci mettono un po’, all’inizio prendono anche qualche cantonata, ma stai tranquillo che alla fine ce la fanno sempre. Obiettivo raggiunto, via verso nuove avventure, verso nuovi traguardi. Noi potremmo cominciare a fissarli questi obiettivi, a stabilire le priorità, a gettare le basi almeno per provarci.

Sopravvivono. I supereroi non muoiono. Vengono colpiti, feriti, tramortiti, sanguinano, perdono pezzi, ma non muoiono mai. In compenso però capita che perdano persone care, a volte che si sacrificano per loro, a volte così senza un motivo. Allora il supereroe piange, piange lacrime amare (ma quanto ho pianto quand’è morta Gwen Stacy? Ancora mi domando perché l’hanno fatta morire!), ma poi volta pagina e torna a sorridere. Su questa cosa c’abbiamo molto da lavorare.

Fanno a meno. I supereroi fanno a meno di tutto e di tutti. Il supereroe ha energie inaspettate, mangia dove non c’è da mangiare, beve cose improbabili, dorme in piedi come un cavallo, ma se ce n’è bisogno non mangia, non beve, non dorme per settimane. E non parliamo delle esigenze fisiologiche. Avete mai visto un supereroe che fa la cacca? Niente! Il supereroe fa a meno perfino dell’idraulico, perché sa anche riparare il lavandino. Noi potremmo cominciare imparando a fare a meno di quelli che sanno fare a meno di noi.

Il cielo è sempre blu sopra i supereroi. Se piove è sempre e solo perché serve alla scena, fa parte della sceneggiatura, dura poche vignette. Altrimenti sopra i supereroi c’è sempre il sole. Ecco, allora, per diventare supereroi, dopo aver imparato la mossa, potremmo cominciare da qui.

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Che fa la notizia? Striscia! Un po’ come me

– Ma dai, non sei contento? Stasera ti vedranno 7 milioni di Italiani.

– Pierpi, mi vedranno in 7 milioni, ma in 6 milioni novecentonovantanovemila penseranno, “ma guarda ‘sto cojone che figura di merda che sta facendo!” 

– Come si dice, l’importante è che se ne parli.

– Ma io non ho proprio alcun bisogno che si parli di me!

Pennac è forse il mio autore preferito…ma non è che morissi dalla voglia di impersonare Malaussene. Tra l’altro vicino a Staffelli che supera il metro e novanta sembrava uno gnomo da giardino! E poi, invece di parlare dei Buoni Postali avrei preferito, che so, parlare della Fenomenologia dello spirito di Hegel. O delle monadi di Leibniz. Al limite forse avrei volentieri intrattenuto la platea con l’appercezione trascendentale in Kant. Magari avrei potuto recitare a memoria la formazione della Lazio del primo scudetto… PuliciPetrelliMartiniWilsonOddiNanniGarlaschelliReCecconiChinagliaFrustalupiD’Amico. A quel punto forse mi sarei anche potuto lanciare in una gara di rutti. Ma la cosa peggiore è stata prima della registrazione del servizio.

Mi ripete il suo nome e il suo ruolo?

A quel punto avrei voluto tirar fuori una battuta di quelle storiche, una minchiatona come se non ci fosse un domani, una di quelle cose da raccontare ai nipoti. Che ne so…ehi bello, puoi chiamarmi Al! Invece, ligio al dovere

– RG, sono responsabile dei rapporti con le Associazioni

– Ah! Davvero?

E mentre dice così mi guarda – ovviamente dall’alto in basso – con aria perplessa. E vi assicuro che è brutto quando uno come Staffelli dubita del tuo ruolo. E allora un dubbio viene anche a me: vuoi vedere che avrà letto i post minchioni sul mio blog?

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Noi e Loro

Sento sussurri di ipotetici accordi per un pareggio al derby di domani. Non scherziamo. Il derby si può vincere e si può perdere e fermo restando che fra loro ho amici fraterni, in quei 90 minuti si affrontano due visioni della vita incompatibili e inaccordabili. Giochiamolo e vinca il migliore!

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Se er Papa me donasse tutta Roma e me dicesse lassa annà chi t’ama. Io je direbbe NO sacra corona. Vale più l’amore mio che tutta Roma!

Noi siamo nati prima. Loro no

Noi non abbiamo bisogno del nome di Roma. Loro sì

Noi sappiamo benissimo che Giulio Cesare non tifava Lazio. Loro no

Noi non abbiamo bisogno di altre storie, ci basta la nostra. Loro no

Noi abbiamo i colori del mare e del cielo, degli spazi infiniti. Loro no

Noi non abbiamo mai ucciso un tifoso avversario in uno stadio. Loro sì

Noi siamo nati sulle sponde del Tevere, per iniziativa di alcuni ragazzi romani. Loro sono stati creati a tavolino da un gerarca. Abruzzese.

Noi abbiano come simbolo un’animale solitario. Loro hanno l’animale del branco

Noi saremo sempre minoranza consapevole. Loro sono sempre la folla

Noi abbiamo avuto tanti capitani, alcuni amati altri meno. Ma la maglia è sempre stata…

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Elogio della bruttezza

Sei talmente brutto che quando da piccolo chiedevi ai tuoi genitori di andare allo zoo loro ti dicevano: “Eh no! Se ti vogliono vedere devono venire loro qua”.

La bellezza è opinabile. E’ un punto di vista, una sfumatura. A volte è controversa, è cangiante. La bellezza dipende dallo sguardo di chi guarda. La bruttezza no. La bruttezza è oggettiva. Poi certo, qualcuno dice che la vera bellezza è interiore. Ma allora perché vanno così tanto di moda i selfie e non le colonscopie?

La bellezza è poesia, è l’eterea sostanza dei sogni. La bellezza è dolce, profumata, è il cielo, l’acqua, l’aria. La bruttezza è terra, è sporca, puzza e ha la stessa ruvida pesantezza del turpiloquio. Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Mavattenaffanculo. Non c’è paragone.

Alla bellezza ci si può arrivare, si può costruire. La bruttezza è naturale, segue il corso delle cose, senza ostacoli, senza scorciatoie. Colpisce come un pugno in uno stomaco, come un peperoncino nascosto nella pasta. La vita è una scatola di cioccolatini. Ti è capitato quello sbagliato, che vuoi fare? Se sei brutto, sei brutto. C’è poco da fare.

Oppure c’è molto da fare. Anzi, c’è moltissimo. Perché quando non sei bello devi arrangiarti, devi trovare strade nuove. Devi azzardare, devi buttare il cuore oltre l’ostacolo. Quando sei bello la strada è spianata, le porte sono aperte e le possibilità sono lì, che aspettano solo te. Quando sei brutto, se vuoi arrivare, devi smettere di avere paura e provare ad arrivare oltre, al di là del fiume, per scoprire nuove terre. Se sei brutto te ne freghi e magari provi a pensare che la terra è rotonda e cominci a navigare verso l’ignoto per scoprire se davvero è così.

Se sei brutto provi a capire gli altri meglio degli altri e magari racconti storie che nessuno aveva pensato prima. Oppure provi a dire con i piedi quello che non riesci a dire a parole. O con la musica. E parli al cuore, perché quello non vede se sei bello o brutto, sta dentro alla cassa toracica, tra un polmone e un altro,  mica sta lì a farsi troppi problemi. O magari cerchi di capire il mondo che ti circonda. E scopri che alla fine tutto è relativo. Anche la bruttezza.

Eh sì. Un vero peccato che mamma mi abbia fatto così bello.

 

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