Sono rimasto vicino, quando era più facile fuggire e sono andato via quando era più comodo restare. Poi ho mangiato carne cruda, così dura che sembrava un cane di Pompei, ma ti ho detto che era buona, perché a volte le bugie sono dolci come le ciliegie e allora diventano più vere della realtà. Tu hai capito e hai fatto un sorriso che era più bello di un tramonto sul mare. Allora ti ho comprato un tappeto di petali di rosa, perché guardarti dormire resta più bello di un goal in sforbiciata sotto l’incrocio dei pali. E poi se ti rende felice, non può essere sbagliato.
Poi sono andato alla ricerca di un trifoglio con quattro petali, un po’ perché dicevano portasse fortuna, ma soprattutto per capire come fosse possibile cancellare una macchia di frutta su una maglietta bianca. Dopo sono andato a prendere un treno in corsa, per non correre il rischio di essere in anticipo, ma in realtà anche per andare in quel mercatino dell’usato a cercare il numero uno di Tex, che me lo ricordo come fosse ieri, avevo otto anni e mi innamorai di quella camicia gialla con il foulard nero e il cappello da Cow Boy. Perché se ti rende felice, non può essere sbagliato.
Quindi ho cercato di bere per togliere tutta la sete, ma mi sono accorto che bisognava andare molto lontano. La mia buona stella sei tu, anche quando sembri distratta o persa dietro alle mie preoccupazioni, non posso prometterti che ce la farò, ma che non mi arrenderò mai, mai, questo sì! Come quando da bambino costruivo castelli di sabbia vicino la riva del mare e Dio mi è testimone di quanto fossero belli. Per questo te lo ripeto, se ti rende felice, non può essere sbagliato.
If it makes you happy, it can’t be that bad. If it makes you happy, then why the hell are you so sad?
Don’t call me daughter, not fit to, the picture kept will remind me
Scarto a destra, scalo la marcia, giù gas, sento il Flusso naturale dei giri del motore. Che differenza c’è tra un sogno da realizzare e un obiettivo da raggiungere? Chi può misurare la distanza tra il successo e la sconfitta? Dai, dai, ancora, dai, di più, di più, di più…Jeremy Johnson, il Re dell’Oklahoma, il principe del Rally, 49 vittorie, ad un passo dalla leggenda. La storia è tutto ciò che hai alle spalle, un nulla di fronte al futuro, a ciò che ti aspetta, al prossimo obiettivo. Nonostante i capelli bianchi, nonostante gli anni che passano, sono ancora Vivo. E sono semplicemente il migliore. Lo sono sempre stato, non ho più bisogno di dimostrarlo, né a me stesso, né a nessuno. Ed ora, all’ultima curva prima del traguardo, ad un passo dalla realizzazione del sogno…
Jeremy, sei sveglio? Vuoi che ti preparo un caffè?
Voglio che vai via. Ho bisogno di concentrarmi prima della gara.
Ma correrai solamente questo pomeriggio! Se vuoi posso restare…
Ma ti ho detto che invece voglio che te ne vai!
Va bene, va bene, scusami.
No, scusa tu, prima della gara sono sempre nervoso. Per questo voglio rimanere solo. Ti chiamo stasera caso mai, vediamo come va.
Andrà benissimo, campione.
Sì, sì, ma adesso vai eh.
Fammi almeno vestire. Vuoi che esco nuda?
Sai che novità che sarebbe!
Scemo!
Non ne posso più di queste finzioni. Bisogna continuare a Far Girare Il Cerchio Nero: devo fare finta che mi importi di te, tu devi far finta di che interessi di me. Poi devo far finta di essere preoccupato per la gara e tu devi fare finta che ti interessi come andrà a finire. Niente È Come Sembra.
Allora vado. Mi raccomando eh!
Sì, sì. Ti chiamo dopo.
Da quando Dana se ne andata è così. Un incidente scemo, un ubriaco che sbanda, io che riesco a scartare, ma lei senza cintura…destino beffardo, le macchine che mi hanno dato tutto, mi hanno anche tolto l’amore della vita. Forse avrei dovuto ascoltare il canto delle Sirene…perché non ti trovi un’altra moglie, come fai con la bambina, anche lei ha bisogno di una madre. Ed io a far finta che fossero tutte balle, a continuare a tentare di restare a galla Fra Le Onde, a fingere una felicità e una sicurezza che non ho più avuto. Non c’era più posto per un altro amore. Giusto qualche puttana, per passare insieme le notti più lunghe.
Per il resto c’eri tu, Figlia mia, amore di papà, come avrei potuto portarti in casa un’altra donna? Con la vita che faccio poi! Una corsa qua, un’altra là, come un Tracciato sulla sabbia, su e giù per gli Stati, un autodromo dietro l’altro. E tu sempre con me, sempre insieme. Ho fatto finta che non avessimo bisogno di niente, per non farti mancare nulla. Ora sei cresciuta, è giusto che tu vada, l’Università, il college. Non avevi il coraggio di chiedermelo, ma l’ho capito da solo.
Come facciamo papà, ci vogliono un sacco di soldi!
Quando mai i soldi sono stati un problema. Non ti preoccupare, papà risolve tutto. Lo sai che ti ho Dato tutto per farti volare. E ora tu dammi un bacio!
L’Ultimo Bacio. Ho chiesto a Mike un anticipo, in fondo con le mie vittorie gli ho fatto guadagnare una montagna di soldi in questi anni.
Vuoi arrivare a 50 campione, vuoi essere l’Uomo Migliore?
No, Mike, non hai capito. Non mi serve l’Immortalità, voglio solo tanti soldi, lo sai, non te ne ho mai chiesti, ma ora ne ho bisogno. E me ne servono tanti.
Allora svaligia una banca! Dai, vedo un po’ cosa possiamo combinare. Ma tu sei sempre il numero uno, il favorito, a puntare su di te ormai non ci si guadagna più come una volta.
Lo so, ma inventati qualcosa. Me lo devi!
Tutta la mia vita attraverso uno Specchietto Retrovisore: si parte da Una Donna Anziana Dietro Il Bancone Di Una Piccola Città, sposata con un Uomo da nulla che faceva su e giù per il Missisipi e la cui massima aspirazione era diventare Capitano Di Una Barca Dell’amore. Lì ho cominciato a chiedermi Chi vuoi essere e allora ho cominciato a fuggire, per costruirmi un futuro diverso. Passo dopo passo, vittoria dopo vittoria, per entrare nella storia.
E ora sono qui. Ci siamo quasi, l’ultima gara, il pezzo mancante del puzzle. Tutti si aspettano il mio trionfo, i giornali hanno pronti i titoli. Jeremy il numero uno oggi entrerà nella leggenda. Oppure solo l’ultima finzione, perché Mike me l’ha detto: puntare contro di me era l’unica strada. Le cinquanta vittorie, il record, la gloria da una parte e dall’altra parte i soldi per realizzare tuoi sogni.Cosa devo fare figlia mia, sai dirmelo tu? Non puoi, in questo momento certo che no. E io non devo chiamarti ora. Domani, tra una mese, un anno, tra trent’anni quando vedrai queste foto, allora capirai e forse potrai dirmi se ho fatto la scelta giusta.
Ed ecco di nuovo, proprio in mezzo alle vacanze, il giorno più vacanziero dell’anno. Il cuore dell’estate, il giorno delle grandi mangiate (almeno dalle mie parti) e delle grandi sieste. E come scrivevo l’anno scorso, dopo appunto le grandi libagioni, cosa meglio di qualche lettura sfiziosa per favorire la siesta e la digestione.
Allora, come orami sta diventando tradizione, mi sono detto che bisognava per forza scassare gli zebedei ai minchioni ai miei amici blogger, chiedendo e offrendo un nuovo terno. Di meno sono pochi, di più sono troppi. Fate conto che io non conosca il vostro blog e consigliatemi tre post che secondo voi valga la pena leggere. Quelli dimenticati dal tempo, ma che da soli valgono il tempo che voi avete speso per scriverli e che noi spenderemo per leggere. E se li ho già letti pazienza.
Ridere, ridere, ridere ancora, ora la guerra paura non fa
Brucian dentro il fuoco le divise la sera, brucia nella gola, vino a sazietà
Musica di tamburelli fino all’aurora, il soldato che tutta la notte ballò
Vide fra la folla quella nera signora, vide che cercava lui e si spaventò…
Bi biip. Bi Biip.
Nuovo messaggio. Vediamo chi è…
Ti aspetto nel tuo ufficio. Lì sarai mio. Pizzo nero.
Ancora tu! Ma allora non ha capito niente! Ma che ti sei messa in testa? Adesso non per fare il solito americano nevrotico e puritano, angosciato da “Attrazione Fatale”, ma certo questa storia sta diventando pesante. Non ti ci vedo nei panni di Glenn Close, né mi ci vedo io nei panni di Michael Douglas, però non puoi pensare di starmi così addosso. Che c’è stato fra noi? Nulla! Una notte. Cosa vuoi che sia una sola notte. Ci siamo divertiti, siamo stati bene, ma ora basta. Che vuoi da me? Pensi di potermi ricattare? O forse hai sperato che portandomi a letto avresti potuto avere dei vantaggi di carriera. Hai sbagliato soggetto! Certo, mi converrebbe cercarti una sistemazione: una bella promozione potrebbe essere la soluzione per levarti dai piedi. Non vorrei ferirti, mia focosa amante, ma io ho bisogno di indipendenza. Perché pensi che non mi sia sposato? Aria, spazio, libertà: non mi puoi soffocare così! Bi biip. Bi biip. Ancora?
Come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio: perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la gelosia, le sue fiamme son fiamme di fuoco!
Dio Santo! Siamo arrivati alle citazioni bibliche! Bambina mia, niente da fare…il vecchio John è ancora giovane per mettere su casa! Non ho ancora quarant’anni! Ho un bel lavoro sul tetto del mondo. Un sacco di soldi. Amici, relazioni, interessi: dovrei rinunciare a tutto questo per te? Rivediamoci tra vent’anni…se sarai ancora così bella – e ne dubito – magari ci farò un pensierino. Qualcosa dovrò inventarmi…non posso mica far finta di nulla. Le donne sono imprevedibili, specie quelle innamorate. Ma come si fa poi ad innamorarsi così? Sono disordinato, egoista, bugiardo, mi dimentico gli anniversari, russo come una locomotiva e soffro di aerofagia. Chi mi conosce mi evita. Certo sono anche molto simpatico. E bello. E intelligente. Ironico. Di gran compagnia. Sempre allegro e pronto alla battuta. Un gran fico, non c’è che dire. Lo capisco, lo capisco che puoi trovarmi irresistibile. Ma te ne farai una ragione. Bi biip. Bi biip. Non ci posso credere…
Oggi sarai mio per sempre.
Per sempre…che parola grossa. Come fai a dire certe cose? Come fai solo a pensarle? Ma ti rendi conto? Ma io ho capito subito chi sei, cara la mia “Pizzo nero”. No, non si può certo dire che usi giri di parole. Tu mi aspetti nel mio ufficio a New York? E il sottoscritto se ne va una settimana al mare. Fammi sbrigare o perderò l’aereo, Boston è diventata impossibile, poi dicono di New York, ma anche qui il traffico è pazzesco! Cara “Pizzo Nero”, quasi mi dispiace a pensarti lassù nel mio ufficio alle Twins Tower, mentre io sarò a scaldarmi al sole della California, ma te ne farai una ragione, c’è sempre un’altra possibilità.
Ultima chiamata per il Boeing 767 dell’American Airlines volo numero 11, diretto a Los Angeles. Affrettarsi all’imbarco.
Ecco, prima di salire ti mando anche un ultimo sms, così ti metti l’anima in pace.
Scusami, un impegno imprevisto, ti richiamo io la prossima settimana.
A mano a mano ti accorgi che il vento Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso La bella stagione che sta per finire Ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore
Funziona così in quasi tutti i giochi. Chi partecipa lo fa per vincere. Uno contro uno, uno contro tutti, due contro due, undici contro undici, il numero dei partecipanti non cambia lo spirito: chi gioca vuole vincere. E poi ci sono i racchettoni sulla spiaggia.
Chi gioca a racchettoni lo sa, lo scopo del gioco non è vincere, ma giocare. Lo scopo non è nemmeno quello di far vincere l’altro, perché a racchettoni non si deve vincere. O meglio, si vince – o si perde – sempre e solo insieme. E’ come un viaggio che non ha una meta: lo scopo è continuare il viaggio. Perché se uno si ferma, si deve fermare anche l’altro: l’abilità è quella di riuscire a continuare il gioco. Non ci sono regole, o meglio le regole se le danno i due giocatori. Anche se in fondo l’unica regola che c’è è quella di mettere l’altro nelle migliori condizioni per rispondere. Cercare il ritmo giusto, colpire la pallina in modo che l’altro riesca a tirarla indietro meglio possibile. Senza farsi distrarre dalle onde del mare o dalla gente che passa. Colpire la pallina e rimandarla indietro nel miglior modo possibile.
Ognuno ha un suo ritmo. Qualcuno ama colpire la pallina in modo forte, deciso, qualcuno invece preferisce il colpo liftato, quello più lento, simil pallonetto. Certi amano giocare stando molto lontani, altri stando più vicini. Ma non c’è un ritmo giusto e nemmeno una distanza corretta o sbagliata. Puoi essere il più grande tennista del mondo o il più scarso, non importa. Devi giocare con l’altro, né contro di lui, né al suo posto: non puoi imparare a giocare da solo e non puoi insegnare all’altro se non giocando insieme. La bravura è relativa, perché la vera bravura è quella di saper fondere gli stili, scoprendo il ritmo giusto, trovando quella distanza che vada bene ad entrambi.
A volte può succedere che uno dei due conduca e l’altro risponda adeguandosi. Può succedere per pigrizia, per quieto vivere, per debolezza, per paura di non sapersi spiegare, perché non si riesce ad essere sinceri neanche con se stessi. Ma alla lunga, se non si trova il ritmo giusto, quello che deve adattarsi non riesce a rispondere bene, il ritmo si spezza e il gioco si interrompe. E’ inevitabile.
Non bisognerebbe farne un dramma, si può sempre ricominciare, se entrambi ne hanno voglia. Soprattutto, continuando a giocare, si imparerà sempre meglio come rispondere: si conoscerà sempre di più come l’altro vuole avere la pallina e quindi si cercherà di rimandargliela come vuole lui. Perché questo gioco non te lo può insegnare nessuno. Si impara solo giocando.
Eh sì, a volte è proprio un gioco complicato, ma può diventare il gioco più bello del mondo. Anche senza racchettoni.
Così racconta Natalia Ginzsbug le diceva il padre quando era piccola. E in effetti, visto che essere dilettevoli non è proprio così semplice, almeno uno dovrebbe provare a rendersi utile. Ma mica è così facile. Perché in realtà poi ci sono molte sfumature fra il bianco e il nero. Ad esempio ci sono persone che non potresti dire che siano buone o cattive: sono quei tipi che si muovono con modi scomposti, in maniera inappropriata, un po’ come elefanti in una cristalleria, ma non lo fanno apposta, non hanno secondi fini. Sono inopportuni. Come i temporali estivi che ti colgono senza ombrello all’uscita di un ristorante con la macchina lontana e le scarpe leggere.
Sono quegli amici che parlano quando bisognerebbe star zitti, che dicono esattamente quello che non vorremo sentire e lo dicono esattamente nel preciso istante in cui non andrebbe detto. Così, senza volere, senza alcuna malizia. Perché loro non colgono la situazione, non capiscono al volo il contesto, l’interlocutore, la circostanza. No, loro non capiscono una beneamata ceppa! E così come il trillo di un cellulare durante una messa, o più prosaicamente una scoreggia nel bel mezzo di una cena di gala, se ne escono senza troppi pensieri. Hanno in testa una cosa da dire e la dicono.
Sono quelle persone che non vorreste incontrare quel determinato giorno, mentre siete impegnati in questa o quella situazione e invece eccoli lì, in tutta la loro pesantezza, con il loro alito cattivo che ti si avvicinano sorridenti e attaccano uno sproloquio su argomenti del tutto privi di interesse. E tu che vorresti essere in qualsiasi altro posto pensi che forse una bella capocciata sul naso potrebbe risolvere il problema. Ma sei contrario alla violenza. sei jnato e cresciuto nei valori della tolleranza. E infatti, nella sua assoluta saggezza, santa Madre Chiesa, ha inserito la sopportazione delle persone moleste fra le opere di misericordia spirituale. Del resto, in qualche modo il paradiso deve pur essere guadagnato. Speriamo almeno con compagni di viaggio all’altezza della situazione!
E’ il 17 febbraio 1983. Il piccolo Billie Joe compie 11 anni e questa notte ha fatto un sogno: un super eroe lo ha salvato da un pericolo mortale, ed ora svegliandosi la mattina si aspetta grandi cose. Chissà come lo festeggeranno la mamma e i suoi fratelli e le sue sorelle! Billie è il più piccolo dei sette, il cucciolo di casa. Non c’è più Andy, il papà camionista e musicista part time, morto qualche mese prima per un brutto male, sarà un compleanno più triste del solito, però la vita va avanti e Billie Joe vuole essere felice, almeno per oggi.
Si è alzato presto, sperando di trovare già qualche regalo in cucina, ma in casa c’è solo Ollie, la mamma che gli sta preparando la colazione, mentre la radio è accesa sulla solita stazione che trasmette musica rock.
As soon as you’re born they make you feel small By giving you no time instead of it all Till the pain is so big you feel nothing at all A working class hero is something to be A working class hero is something to be
Auguri piccolo mio! Sbrigati che si fredda.
Mamma, chi è l’eroe della classe operaia?
Non esiste Billie! Non perdere tempo che altrimenti fai tardi a scuola. Gli eroi esistono solo nella fantasia e nei fumetti…
Non è vero mamma! Gli eroi esistono ed esaudiscono i nostri desideri!
Amore mio…
E poi di corsa giù fra le strade di Berkeley, all’angola della sesta per il solito appuntamento con Mike, per andare insieme a scuola. Mike è solo al mondo, ma per lui è più di un fratello: faranno grandi cose insieme, magari metteranno su una band e diventeranno famosi in tutto il mondo. Billie ha con sé la sua chitarra perché dopo la scuola, come sempre, si fermeranno a suonare da qualche parte. Ma ecco, là in fondo i teppisti di Down Town, quelli che gliele hanno promesse.
Scappa Mike, scappa!
Le gambe corrono più veloci del pensiero, sono senza fiato, ma quelli sono di più e in un attimo gli sono addosso. Calci, pugni, purtroppo, nessun eroe è venuto a salvarli ed in più hanno anche rotto la chitarra, bastardi maledetti!
Eccovi serviti. Non fatevi più vedere! E tu stai lontano da Adrienne
Te lo puoi scordare! Io un giorno la sposerò!
Sì, sogna, sogna…
Poi arriva la sera, la cena, la festa per lenire le ferite e riaccendere le speranze
Billie Joe, sono sicura che papà avrebbe voluto darti questa. Apri, questo è il suo regalo di compleanno!
E dentro la custodia c’è “Blue”, la Fender Stratocaster a lungo sognata dal piccolo Billie. Ma allora forse è vero: gli eroi non sono coloro che ci salvano, ma quelli che realizzano i nostri sogni. Anche se sono semplici eroi della classe operaia.
Billie Joe Armstrong e Mike Dirnt sono ancora amici: per inseguire i propri sogni non hanno terminato le scuole A 22 anni Billie si è sposato con Adrienne, hanno due figli. In compenso Billie e Mike hanno fondato i Green Day, vendendo oltre 60 milioni di dischi in tutto il mondo. Neanche a dirlo, la canzone che chiude i loro concerti è un remake di Working Class Hero di John Lennon.
“Summer loving had me a blast, Summer loving happened so fast!!!”
A parte il caldo che ti fa sudare anche quando sei fermo, che ti toglie la fame e ti aumenta la sete,
A parte che se pensi di soddisfare la sete bevendo alcolici, più bevi e più sudi e più sudi più hai sete. E poi ti tocca alzarti la notte. Ovviamente tutto sudato.
A parte il sudore, che appiccica i vestiti e questo non sarebbe neanche chissà ché, ma soprattutto aumenta gli odori molesti, in particolare perché la gente notoriamente è refrattaria al sapone.
A parte le botte di aria condizionata che hanno sul mio colon irritabile effetti a dir poco devastanti.
A parte la TV, che rimanda in onda la replica della replica di Don Lurio che balla il da da umpa con le gemelle Kessler, quando non ci ricorda i consigli utili per affrontare il caldo.
A parte che alcuni non solo non coprono, ma addirittura ostentano e quindi ci tocca vedere balonettori spiaggiati, cellulite danzante e tatuaggi in bella mostra (burqa, burqa, burqa!!!).
A parte quelli che partono, quelli che tornano, le zanzare che restano, i negozi chiusi e le metropolitane che non passano.
A parte che mi rode pensare che una volta le vacanze duravano 4 mesi.
A parte le file sul raccordo, le file sulla Pontina, quelle sull’Aurelia, la Salerno Reggio Calabria e la A14.
A parte l’astinenza dal pallone che mi porterebbe a giocare con i ragazzi sulla spiaggia
A parte questo, l’estate è senza dubbio la mia stagione preferita
Considerata l’elevata quantità di limoncello ingerita, visto l’inspiegabile quanto immotivato successo di questi test estivi…continuiamo nel genere. Del resto, voglio dire, se c’è gente che continua a mettersi in macchina sulla Salerno Reggio Calabria tutti gli anni il primo sabato d’agosto, perché stupirsi che qualcuno possa apprezzare i miei test? E dunque minchioni di tutto il mondo, testiamoci!
Oggi, grazie a questo test, sarete in grado di sapere con una precisione scientifica pari a quella che dimostra l’esistenza delle scie chimiche, se siete uccelli migratori o uccelli da nido, se siete fedeli o traditori. Non solo in amore. Anche sul lavoro, in politica, con gli amici, in cucina, sulla lettura dei giornali, sulla scelta delle scarpe: amate cambiare o restate sempre sui terreni già conosciuti? Testatevi e lo saprete.
1) Chi lascia la via vecchia…
A) Ha trovato una scorciatoia B) Non ama le milf C) Fa buon brodo. Che però con questo caldo non è che sia proprio il massimo
2) Chi di spada ferisce…
A) Bussa a coppe B) Apre a denari C) Napoli a bastoni
3) Giochi di mano…
A) E poi dove la metti? Ma usa il fazzoletto, no! B) se sei di mano e hai un bel punto apri forte e poi rilanci C) In mancanza di meglio
4) Il lupo perde il pelo…
A) E poi tocca passare l’aspirapolvere B) Però mi raccomando, niente riportino! C) Bel tempo si spera
5) Meglio un uovo oggi…
A) Che una frittata con le cipolle B) Che un multa per divieto di sosta domani C) Che andare in campagna quando piove
6) Tra il dire e il fare…
A) Io scelgo baciare B) C’è di mezzo lettera C) Evitiamo testamento
7) Can che abbaia…
A) Non mangia, se no come farebbe ad abbaiare? B) Io scappo C) Rompe le palle, soprattutto dopo pranzo
8) Patti Chiari…
A) Ma non si chiamava Walter? B) Ma non faceva di cognome Pravo? C) Vuol dire che li hai lavati bene! Lo vedi che quando ti applichi.
9) Fidarsi è bene…
A) Tenere il portafoglio sott’occhio è meglio B) Camminare muro muro è meglio C) Che ai nemici ci penso io
10) A mali estremi…
A) Bevi e rimedi B) Paga la multa e accedi (senza passare dal via) C) Hai più scarpe di un millepiedi
A – Uccello migratore. La fedeltà non fa per te. In realtà cambiare è una scelta di vita a cui non potresti rinunciare per nessun motivo. Ti annoi, questo è il problema. E fare le stesse cose o stare con le stesse persone è il massimo della noia. La tua città è Amsterdam, il tuo luogo ideale i fumetti di Milo Manara, il tuo eroe, neanche a dirlo, è Franco Califano.
B – Uccello da nido. La tua aspirazione alla coerenza e all’uniformità di giudizio non vacillano mai. Più fedele di un carabiniere, più devoto di un seguace di padre Pio, il tuo problema è la confusione, il disordine. La tua città è Torino con le sue strade dritte, il tuo luogo ideale sono i telefilm di Furia il cavallo del west, il tuo eroe è Furio, il personaggio di Verdone (Magda tu mi adori? E allora lo vedi che la cosa è reciproca?)
C – Uccello solitario. Un po’ come il passero di Leopardi, tradire o essere fedele è un’alternativa che non ti appartiene: l’importante per te è che gli altri non ti rompano i minchioni! Più che cercare l’anima gemella preferisci dedicarti al giardinaggio. Gli scacchi non ti piacciono perché si giocano in troppe persone. Meglio il sudoku. La tua città ideale non è una città: molto meglio il pizzo di una montagna. Il tuo luogo ideale la casetta di Dinamite Bla, il tuo eroe è Woddy Allen, soprattutto nella scena dell’elogio alla masturbazione.
Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro. (U. Eco)
Siamo nel pieno dell’estate, ormai prossimi alle vacanze (almeno io, spero anche i lettori del blog!) e che c’è di meglio della lettura per passare il tempo? Va be’, certo, anche il sesso non è male, però il vantaggio della lettura è che potete farla anche sulla spiaggia o in mezzo ai boschi e…ah dite che voi, in realtà anche quell’altra cosa…e allora che vi devo dire? Meglio per voi!
Comunque tra un’acrobazia erotica e l’altra, ritemprate il fisico e la mente con un buon libro. Visto che l’estate è anche tempo di viaggi e di avventure, il primo consiglio che vi do è il libro di Michael Punke, da cui è stato tratto anche il film con Leonardo Di Caprio vincitore dell’Oscar quest’inverno, “Revenant: la storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta“. Il film non l’ho visto, prima o poi mi capiterà, il libro è bellissimo, coinvolgente, emozionante dall’inizio alla fine. Contiene moltissimi “topoi” della letteratura classica: l’avventura, il mito della frontiera, l’uomo e natura, l’amicizia e tradimento. Tutto questo senza però mai dare l’impressione del già visto o del già letto. Gran bella storia!
Per l’altro consiglio, visto che siamo arrivati a 10, devo per forza di cose citare una delle mie autrice preferite, una scrittrice da 10 e lode, che da sola meriterebbe diverse puntate di questi consigli. Parlo di Fred Vargas, giallista francese, autrice della serie di romanzi incentrati sulla figura di Jean-Baptiste Adamsberg. Il lunatico e geniale commissario del 13 arrondisment di Parigi, lo “spalatore di nuvole”, sempre coinvolto in casi apparentemente impossibili e sempre genialmente risolti grazie alle sue intuizioni fulminanti e alla collaborazione della sua squadra. Il fido braccio destro Danglard, la regina degli agenti Retancourt: tutti personaggi ben caratterizzati, che penserete di conoscere come vecchi amici. Al di fuori e al disopra di ogni cliché che avete letto sui gialli polizieschi. Adamsberg è di più e di meglio, ma soprattutto è un’altra cosa, imparagonabile. L’ultimo della serie è “Tempi Glaciali“, ma vi consiglio di partire dal primo, “L’uomo dei cerchi azzurri“. Anzi, se vi fidate del mio consiglio, vi suggerisco le due trilogie che hanno riunito insieme diversi romanzi, risparmiate e avete insieme diverse storie che sicuramente vi terranno impegnati sotto l’ombrellone.
Sempre considerando che siamo arrivati alla decima puntata e che, giust’appunto, abbiamo un’intera estate davanti, vi rimetto qui sotto i link dei precedenti consigli, a cui ho aggiunto nel titolo (per comodità di chi legge) i nomi dei 16 autori consigliati in precedenza.